30 settembre: mobilitazione Cgil contro la violenza sulle donne

“Le violenze contro le donne non hanno fine. Occorrono nuovi comportamenti, nuovi linguaggi e diverse assunzioni di responsabilità. Non solo: sono necessarie azioni concrete”. Alessandra Ricciarini ed Elza Poponcini, responsabili dei...

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“Le violenze contro le donne non hanno fine. Occorrono nuovi comportamenti, nuovi linguaggi e diverse assunzioni di responsabilità. Non solo: sono necessarie azioni concrete”.

Alessandra Ricciarini ed Elza Poponcini, responsabili dei coordinamenti donne di Cgil e Spi, spiegano così la giornata nazionale contro la violenza sulle donne promossa dal sindacato per sabato 30 settembre.

Iniziamo dalle azioni concrete. La convenzione di Istanbul, sempre citata ma mai applicata, deve diventare realtà. La depenalizzazione dello stalking va immediatamente cancellata. Le scuole si devono far carico di contribuire alla creazione e alla diffusione della cultura del rispetto: la formazione è uno strumento essenziale. Alcuni servizi devono essere potenziati e finanziati: centri antiviolenza, case sicure, il servizio di pubblica utilità telefonico contro la violenza sessuale e di genere”.

Le donne della Cgil chiedono poi una maggiore attenzione da parte della forze dell’ordine e della magistratura alla parola e alla denuncia della donna in pericolo e di quella abusata: “nessuna sottovalutazione ma certezza e rapidità nelle risposte e nella protezione”.

Un appello particolare viene indirizzato ai media: “agli operatori della comunicazione chiediamo una riflessione sul senso dell’informazione, sul peso delle parole, sugli spiragli lasciati aperti a possibili giustificazioni che mai esistono e mai potranno esistere. Quindi basta con le cronache che finiscono per trasformare le vittime in colpevoli”.

Spi e Cgil si soffermano anche sui numeri: “molte violenze rimangono avvolte nel silenzio e consentono a qualcuno di parlare di una lieve diminuzione delle denunce, dimenticando l’oggettiva crescita della violenza, degli stupri, dei femminicidi. Talvolta questi delitti contro la donna vengono trasformati in altro: conflitto etnico, razziale, religioso

Le parole lasciano tracce profonde e possono dare giustificazioni e spiegazioni intollerabili.

Cgil e Spi con l’iniziativa del 30 settembre – concludono Ricciarini e Poponcinivogliono riaffermare che la violenza contro le donne è una sconfitta per tutti”.

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