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"Trenta giorni per accedere all'archivio delle pratiche edilizie sono troppi". L'appello del Collegio dei geometri

Difficoltà legate alla lentezza delle procedure per prendere appuntamento per la consultazione delle pratiche. Così si blocca la filiera dell'edilizia che avrebbe bisogno di velocità

"Il problema più importante da risolvere è quello dell'accesso agli archivi dell'edilizia perché adesso, prenotandosi, ci vogliono trenta giorni di attesa." I professionisti che operano nel campo dell'edilizia per famiglie o imprese sono in forte difficoltà. A parlarne è il presidente provinciale del Collegio dei geometri laureati di Arezzo Gianni Bruni che condivide questi disagi con i colleghi che rappresenta, ma anche con l'ordine degli ingegneri e con quello degli architetti.

Gli archivi del Comune di Arezzo che contengono il materiale utile sono due, quello storico di via della Fiorandola e quello che contiene le pratiche più recenti che è in un'ala della ex caserma Cadorna. "E' ovvio che il periodo dell'emergenza Covid ha messo tutti alla prova e noi abbiamo massimo rispetto del lavoro in smart working previsto dalla normativa per le pubbliche amministrazioni, ma questo comporta un allungamento dei tempi di lavoro che in questo periodo mettono in grossa difficoltà noi professionisti" spiega Bruni che aggiunge "a noi piacerebbe che questo sistema fosse migliorato, con una riapertura progressiva, con un'accelerazione per poter rendere il nostro servizio in maniera efficiente ai cittadini."

WhatsApp Image 2020-09-04 at 07.31.45Tanto più adesso che con il bonus sul risparmio energetico al 110% sono tanti coloro che chiedono informazioni ai propri geometri di fiducia se possono accedervi e con quali tipi di opere edilizie. "Proprio in questi casi serve un'istruttoria della pratica preventiva che, attraverso la consultazione dell'archivio delle pratiche edilizie ci possa far valutare la fotografia dell'immobile e poi procedere con gli altri passaggi. E' un iter comunque complesso che prevede il permesso a costruire, il controllo dei vincoli paesaggistici o storici ad esempio. E in questi casi si somma anche il problema della lentezza delle Soprintendenze che spesso e volentieri si prendono tutti i 120 giorni di tempo per rispondere a una pratica che magari riguarda la modifica di un vano finestra in una zona sottoposta a vincolo."

"L'efficientamento in tempo di Covid dovrebbe riguardare il Comune, la Soprintendenza e l'Agenzia dell'entrate dove è contenuto il Catasto, specie in questo momento in cui è fondamentale non eccedere nel processo di allontanamento dei cittadini e dei professionisti dagli uffici che danno servizi. Non tutto può essere trasformato in back office soprattutto se ci sono archivi non digitalizzati."

E  infatti i professionisti devono prendere appuntamento attraverso un'agenda on line per poter consultare le pratiche d'archivio. Così ottengono un appuntamento in presenza, con tempi di attesa di trenta giorni. Troppi in un momento in cui l'economia ha bisogno di fiato. Perché alla lentezza di questi meccanismi ne consegue il lavoro bloccato dei geometri, degli ingegneri e degli architetti, l'attesa dei cittadini che avrebbero la possibilità di aprire pratiche per i lavori, il fermo di un pezzo di economia aretina che commprende imprese edili, rivenditori di infissi e di materiale da costruzione e tutta la catena coinvolta nella filiera dell'edilizia.

"Il nostro intento non è quello di fare polemica e siamo per il massimo rispetto dei protocolli anti-covid, ma vogliamo segnalare quello che dovrebbe essere migliorato e per il quale andrebbe trovata una soluzione efficace al problema che c'è, per non avere rallentamenti in un momento in cui si deve accelerare, nell'interesse del cittadino."

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