L’eroe comico di Antonello Fassari al Teatro Verdi chiude una stagione di successo

A cura di Comune di Monte San Savino, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Officine della Cultura e A.S. MonteServizi.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie

Venerdì 22 marzo, con inizio alle ore 21:15, ultimo appuntamento di stagione al Teatro Verdi di Monte San Savino con la comicità e l’ironia di Antonello Fassari, l’attore romano noto al grande pubblico anche grazie al personaggio di Cesare della fiction “I Cesaroni”. Ed è proprio da Cesare, uomo semplice, e dalla sua espressione più nota, “Che amarezza”, che prende spunto lo spettacolo, improntato sulla figura di un eroe comico in un mondo tragico, simile a tanti, come l’amarezza fa parte di tutti noi. “D’altronde l’amaritia, come racconta Fassari – è un termine nato nel periodo tardo latino ed è un ingrediente ormai alla base di ogni pasto quotidiano”.

L’evento è a cura di Comune di Monte San Savino, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Officine della Cultura e A.S. MonteServizi. Alle ore 18:30, presso l’Interno 43, Antonello Fassari incontrerà il pubblico del Teatro Verdi per parlare di amarezza e non solo, in compagnia di un aperitivo offerto dal locale savinese che ormai da vari anni collabora agli incontri con gli artisti del Verdi.

Nel tentativo di indagare i motivi che rendono l’uomo contemporaneo così amareggiato è nato “Che amarezza”, uno spettacolo che lascia allo spettatore come unica via di fuga per sfuggire ai dispiaceri della vita, quella di sorriderci su. Un viaggio personalissimo a tappe: dal mito di Sisifo, forse primo esemplare maschio di amara condizione umana, proseguendo con la nuova nomenclatura delle divinità dell’Olimpo (le multinazionali) e le nuove figure mitologiche (l’algoritmo), non senza passare attraverso le più banali quotidianità che ci amareggiano l’esistenza; ridendo delle nostre disgrazie e delle nostre prese di coscienza. Perché forse l’unica possibilità che ci rimane è rifugiarsi in quel mondo di finzione a cui appartiene Cesare, cintura nera di amarezza, ma portatore sano di una filosofia di vita degna del migliore discendente della stirpe di Sisifo.

Informazioni: a Monte San Savino presso Teatro Verdi, Via Sansovino 66, tel. 0575 810498, sabato 20.30 – 23.30 e domenica 15.00 – 18.30; ad Arezzo presso Officine della Cultura, via Trasimeno 16, tel. 0575 27961 - 338 8431111, dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.00 e 15.30 – 18.00. Prevendite on line presso BoxOffice Toscana e Ticktone. Biglietteria il giorno di spettacolo presso il Teatro con apertura alle ore 20.00. Sito di riferimento: www.officinedellacultura.org.

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