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La Madonna del Conforto splende dopo il restauro. Fontana: "Messaggio di unità per il bene comune, per Arezzo"

A pochi giorni dalla festa della Madonna del Conforto, che ad Arezzo si celebra il 15 febbraio, ecco presentata la teca della protettrice degli aretini dal terremoto dopo la manutenzione conservativa effettuata da due restauratrici

 

"Attenti aretini che la prepotenza fa venire i disastri" questo il messaggio, peraltro attualissimo, che l'Arcivescovo Riccardo Fontana rilancia raccontando la storia della terracotta della Madonna del Conforto, protettrice degli aretini. Nel corso del mese di gennaio due restauratrici si sono prese cura della preziosa urna in lamina d'oro e argento che contiene al suo interno l'immagine della terracotta invetriata della Madonna del Conforto e anche della cornice in argento che riquadra l'interno della teca. A ridosso delle feste per celebrarla i lavori sono sono conclusi e sono stati presentati alla presenza anche del parroco della cattedrale Don Alvaro Bardelli e del presidente del Rotary Club Arezzo Carlo Greco.

Agli occhi adesso, la protettrice dal terremoto, appare risplendere di una nuova luce. Silvia Gualdani e Stefania Liberatori hanno messo in atto un lavoro di manutenzione conservativa con tecniche ben precise per ripulire tutte le parti metalliche e riportarle alla lucentezza originaria. Con l'urna e la cornice hanno ripreso a splendere anche le scritte che si trovano sul basamento, due versi dell'Apocalisse del capitolo 11, versetto 13 e 19, che raccontano che ci fu un grande terremoto, che non solo si riferiva al movimento della terra, ma a quello che stava succedendo in Europa con le guerre napoleoniche, "dopo il terremoto - spiega fontana - venne la possibilità di riprendere la vita, lo dice in una maniera forte, con l'autorità della paola di Dio."

Ecco quindi che dalla Madonna del Conforto, Fontana trae un nuovo messaggio di unità. 

"Messaggio di unità, certo, perché quando si tratta di Arezzo... oguno ha diritto di pensarla come gli pare, ma quando si tratta del bene comune nessuno si deve tirare indietro, bisogna puntare sul bene comune, far emarginare la città significa che a pagare di più sono i poveri."

Il lavoro di restauro è stato possibile grazie al Rotary Club Arezzo che ha scelto la cappella della Madonna del Conforto per la sua opera di servizio alla comunità aretina, dopo che nell'anno precedente era stato fatto il restauro della cappella di San Donato in Pieve.

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