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"Ogni anno in duomo per affidarci alla Madonna del Conforto", folla per le celebrazioni. "Punto di riferimento della città"

Sono tantissimi gli aretini che oggi hanno raggiunto il duomo. Il cardinale Sandri ricorda papa Gregorio X, che inviò per primo emissari in Cina

 

Ogni anno, puntuali, gli aretini fanno visita alla Madonna del Conforto. Si mettono in coda e attendono il proprio turno. Accendono candele e pregano. "Perché la Madonna del Conforto per gli aretini è tutto". Non solo una tradizione, non solo un momento di preghiera, ma per i fedeli della città e delle sue vallate rendere omaggio alla Vergine in questo giorno è un modo per affidarsi a lei.

"Ogni anno - raccontano due signore - veniamo dal Casentino, ci affidiamo a Lei. Cosa chiediamo? Serenità e saluti per tutti". 

Oggi, complice la giornata quasi primaverile, il duomo ha iniziato a riempirsi di prima mattina. Tantissime le persone che hanno seguito questa mattina la messa di monsignor Leonardo Sandri. Nella sua omelia il prelato ha citato la situazione della Cina, delicatissima, e ha parlato di papa Gregorio X, ricordando come sia stato il primo a inviare emissari nell'estremo oriente. 

L'intera vita cittadina fa riferimento alla Madonna del Conforto: durante la giornata la Società Sportiva Arezzo, come ogni anno, ha fatto visita al Duomo. La Prima Squadra e lo staff, accompagnati dalla dirigenza, hanno donato a Don Alvaro un quadro contenente il gagliardetto della S.S. Arezzo e le firme di tutti i componenti della rosa amaranto, oltre ad un mazzo di venti rose rosse. 

Questa sera sarà invece il mondo della Giostra del Saracino a rendere omaggio. Una rappresentativa composta dai quattro quartieri, dagli Sbandieratori di Arezzo, dal Gruppo Musici e dall’Associazione Signa Arretii farà il suo ingresso in cattedrale alle ore 21.30 per poi disporsi all’interno della Cappella della Madonna del Conforto: qui le damigelle depositeranno dei fiori davanti all’altare e uno sbandieratore si esibirà nel “singolo”. La cerimonia proseguirà con la preghiera, il saluto del Vescovo, l’inno alla Madonna, la benedizione e l’esecuzione dell’Inno della Giostra, Terra d’Arezzo, da parte del Gruppo Musici. 

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