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Surreale, bellissima e terribile. Primo pomeriggio da "zona protetta" per Arezzo: il video racconto

Serrande abbassate, insegne spente e pochissime persone in giro. Lo scenario è quello che si presenta alle 18.30 del primo giorno di applicazione del terzo decreto del presidente del consiglio dei ministri

 

Surreale. Appare così Arezzo alle 18.30 del 10 marzo 2020, il primo giorno nei panni della zona protetta. Il diffondersi del Coronavirus ha imposto al governo Conte di applicare delle misure più severe per arrestare l’ascesa del contagio. Un lungo elenco che chiede a tutta la popolazione la massima rigidità in uscite, spostamenti, lavoro, vita quotidiana e momenti di socializzazione richiamando tutti ad un forte senso civico.

Bar e ristoranti possono stare aperti dalle 6 alle 18 mentre, le altre attività commerciali hanno una forbice temporale più ampia a patto che garantiscano gli ingressi in maniera contingentata ed idonea ad evitare assembramenti. Molti però hanno scelto di abbassare la saracinesca. “Senso civico” e “tutela della salute propria e degli altri”, questo scrivono alcuni esercizi in cartelli affissi sulle porte degli ingressi sprangati. Così ecco che piazza San Francesco spegne le luci della movida, piazza Sant’Agostino lascia spazio a qualche bici che scivola verso via Garibaldi, piazza Grande sonnecchia silenziosa ed imponente come non mai, Corso Italia  svuotata dalla calca dello shopping lascia aperte solo poche saracinesche mentre davanti a farmacie e supermercati la fila si allunga. Ciascuno ben distante dall’altro, in attesa del proprio turno.

Una città spettrale, bellissima e terribile allo stesso momento.

Il video realizzato nella giornata di ieri, tra le 18.30 e le 19.15 è una testimonianza di come gli aretini abbiano recepito il decreto del presidente del consiglio dei ministri. Una città in silenzio che non abbassa la testa ma che si adegua alle necessità dettate dall’emergenza. 

N.B. Abbiamo eseguito il montaggio del filmato non tenendo conto dell’ordine temporale delle riprese ma, in molte, abbiamo voluto inserire lo stesso ora e data per darvi conto in maniera il più fedele possibile dello scenario immortalato. 

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