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"Le elezioni? No comment, ma ad Arezzo servono posti di lavoro, dialogo e non i privilegi". Le parole di Fontana

Non un commento sul prossimo periodo di campagna elettorale, ma le priorità per gli aretini che chiunque si appresti a mettersi a disposizione per la cosa pubblica non dovrà dimenticare

 

Anno nuovo e all'orizzonte le elezioni per il Comune di Arezzo. La matassa delle coalizioni, candidature e programmi è ancora tutta da sbrogliare, ma i temi sociali caldi sono sempre di fronte agli occhi di tutti. Tra questi ci sono, con il loro punto di vista privilegiato per il ruolo ricorperto, quelli dell'Arcivescovo di Arezzo Riccardo Fontana. Lo abbiamo incontrato nei giorni di Natale chiedendo anche quali dovrebbero essere i temi che, a prescindere dai candidati e dai colori politici, dovrebbero essere al centro dell'attenzione per il bene della comunità aretiva. 

"No comment" ha detto inizialmente "perché io credo che ognuno debba fare il suo", come a voler ribadire la separazione doverosa della religione, della pratica cattolica, dalla politica.

Però Arezzo e soprattutto i suoi cittadini li conosce bene e infatti non fatica a mettere in fila i temi prioritari.

"Arezzo è molto bella, bisogna farla sempre più bella, ma quello che mi interessa soprattutto sono gli aretini, ci sono i problemi reali, manca il lavoro prima di tutto, quindi dobbiamo chiacchierare poco e produrre posti di lavoro, c'è un grande bisogno di dialogo, di non escludere nessuno, di non arroccarsi su posizioni di privilegio, di nessun genere, c'è un gran bisogno di guardare al futuro."

Un appello particolare 

"Mi appello alle donne, a voi che avete dei figli perché gli lasciate una città più solidale, dove ci sia molto da fare pensando al futuro, basta di guardarsi sempre indietro, credo che sia importante fissare gli occhi avanti con serenità e forza, a questa città non gli manca nulla, ha tutto quello che è necessario per fare bene.

E sul prossimo periodo elettorale?

Poi i dettagli alla campagna elettorale ve li lascio, godevetela fino in fondo in cui uno dirà male di quell'altro e poi ci va a cena insieme."

Poche parole, ma significative, chiunque si appresti a candidarsi a sindaco non potrà non tenerne in considerazione.

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