Tari quanto pago? I conti dell'assessore: "Arezzo low cost grazie agli impianti di recupero"

L'intervista a Marco Sacchetti, assessore della giunta Ghinelli, sulla Tari

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“Non nascondiamoci dietro ad un dito. Seppur contenuto, l’incremento nel 2019 c’è”.

A parlare è l’assessore comunale Marco Sacchetti che, all’indomani dell’approvazione del corrispettivo d’ambito da parte dell’Ato Toscana Sud fa il punto sul sistema integrato di gestione dei rifiuti in vista di quello che sarà il dibattito in consiglio comunale riguardante la definizione della tassa sui rifiuti.

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E dunque, quanto spenderanno gli aretini per la Tari nel 2019?
Per rispondere alla domanda bisogna prima precisare quali sono le voci che la formano. Essenzialmente le componenti sono due: corrispettivo per il gestore e oneri municipali (come ad esempio i costi per la bollettazione o per il servizio di ispettori ambientali).
A dare il via alla creazione di questa tariffa in prima battuta è l’Ato, che approva il corrispettivo preventivo per il gestore, e poi successivamente, passa la palla ai singoli consigli comunali che, dopo aver rifatto i conti in base alle loro competenze, approvano la tariffa.

200mila euro ogni anno per ripulire Arezzo dall'immondizia abbandonata

Per il 2019 Ato Toscana Sud, l’ambito in cui si trova anche la provincia di Arezzo, ha riconosciuto un corrispettivo a Sei Toscana di circa 16 milioni e 400mila euro per il servizio di raccolta rifiuti con un incremento del 3,8 per cento rispetto all’anno precedente.

Questo, come facile intuire, avrà delle ripercussioni su quanto dovranno corrispondere i cittadini.

“Solitamente - sottolinea Marco Sacchetti - se aumenta il corrispettivo aumenta, nella stessa misura anche la Tari. Noi ci stiamo lavorando proprio in queste settimane e durante la prossima seduta degli consiglio comunale sapremo essere più precisi nella quantificazione del totale. Sono fiducioso che la tassa abbia una crescita inferiore grazie al sistema di recupero dell'elusione fiscale che abbiamo messo in cantiere con gli uffici comunali competenti”.

Ma il corrispettivo di Sei Toscana che cosa è?

In estrema sintesi può essere definito come il costo delle prestazioni che l’azienda fornisce. Quello che viene approvato annualmente da Ato è il corrispettivo preventivo ovvero, la cifra stimata per il corretto svolgimento del servizio. Tutto qui? No, dentro al corrispettivo ci sono più macro voci. Le più importanti sono spazzamento delle strade e il ritiro dei rifiuti e gestione degli impianti ovvero, la quota che Sei Toscana a sua volta versa ai gestori delle strutture per il trattamento dei rifiuti indifferenziati e della frazione organica.
Numericamente parlando il costo del servizio di ritiro, al netto dell’Iva, ammonta a circa 9 milioni di euro mentre, 5,8 milioni sono gli euro che dovranno essere spesi per l’ingresso degli scarti presso gli impianti di smaltimento.

A queste voci si sommano anche quella della logistica e quella per il trattamento delle frazioni secche della raccolta differenziata (carta, cartone e plastica). Quest’ultima voce per il comune di Arezzo, a differenza di altre realtà dell’Ato, vede un benefit di 180mila euro cifra che corrisponde alla differenza tra i costi per il recupero e la vendita della materia ricavata dopo il riciclo. Un valore altalenante che molto dipende dall’andamento del mercato e dalla quantità di richiesta di materia prima seconda (riciclata) che viene registrata.

Stabiliti i valori delle componenti Tari e preso coscienza dell’incremento previsto facciamo però un po’ di calcoli.

Nel 2017 il costo annuo procapite per la tari in provincia di Arezzo è stato di 174 euro. A persona all’anno. In provincia di Siena invece il costo è stato di 229 euro, 276 a Grosseto, 222 nella toscana Sud e 207 in tutta la regione.

“Questo perché - spiega ancora Sacchetti - il costo di accesso agli impianti nella provincia di Arezzo è tra i più bassi di tutta la regione. Siamo ai livelli del Nord Italia dove non solo viene fatta una raccolta differenziata molto spinta ma esistono fior fiori di impianti”.

Dunque come si può abbattere la Tari?

“Anzi tutto facendo bene la differenziata - prosegue l’assessore - questo consente di raggiungere gli standard richiesti dalla regione e quindi, conseguentemente, abbattere la eco tassa. In più dobbiamo essere pragmatici. Se il  riciclo di materia diviene solo un costo per la comunità, forse è preferibile utilizzare questi scarti non più per creare materia prima seconda ma per creare energia. Come? Bruciandoli. L’impianto di San Zeno, come dimostrato anche nel suo progetto di sviluppo, ha tutte le potenzialità per diventare un polo di eccellenza e farlo in tutta sicurezza rispettando l’ambiente e la salute dei cittadini”.

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