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Arezzo allagata: dichiarata l'emergenza regionale. De Robertis e Ceccarelli a Bagnoro: "Reticolo idraulico da revisionare"

La prima tappa è stata quella del Bagnoro, per visionare la Pieve allagata e le sponde del Valtina. Poi Arezzo e Rigutino. La Regione Toscana ha condotto dei sopralluoghi questa mattina sulle aree alluvionate sabato scorso

 

La prima tappa è stata quella del Bagnoro, per visionare la Pieve allagata e le sponde del Valtina. Poi Arezzo e Rigutino. La Regione Toscana ha condotto dei sopralluoghi questa mattina sulle aree alluvionate sabato scorso.

Il primo pensiero di tutti è andato all'uomo che ha perso la vita, mentre la mattinata si è svolta ripercorrendo i luoghi feriti dalla forza dell'acqua e i torrenti principali responsabili dei numerosi danni. Sei ore di evento estremo con un tempo di ritorno superiore ai 50 anni, come ha spiegato Fratoni, di fronte al quale non hanno retto né il reticolo idraulico minore né il drenaggio della rete fognaria.

Intanto, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha firmato oggi il decreto che dichiara lo stato di emergenza regionale per gli eventi meteorologici che hanno colpito il 27 e 28 luglio vaste aree della Toscana. Sono interessate al provvedimento le Province di Arezzo, Lucca, Grosseto, Livorno, Siena e la Città metropolitana di Firenze. Con successiva deliberazione la giunta regionale provvederà all'individuazione dei Comuni colpiti e delle iniziative da assumere per il pieno ripristino delle zone che hanno subito danni.

Sopralluogo della Regione a Bagnoro. "Fondi già stanziati, serve una deviazione del corso delle acque"

"Effettivamente i danni sono ingenti - ha commentato Ceccarelli - ma il primo pensiero va alla persona deceduta. Una tragedia terribile. Adess cercheremo di capire come poter intervenire per ristorare le attivitò produttive e i cittadini danneggiati da questa ondata eccezionale di maltempo. Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare la macchina della protezione civile che si è mossa prontamente, attenuando quelli che potevano esere danni ancora peggiori".

Per il futuro appare chiara l'intenzione di prendere provvedimenti di tipo preventivo.

"Pur in presenza di manifestazione di questa entità - ha affermato Ceccarelli - danni di questo tipo possono essere attenuati o ridimensionati. Sicuramente il reticolo idraulico va revisionato: ha bisogno di opere strutturali  e di interventi immediati non solo per essere adeguato a quelle che sono le entità e le quantità delle precipitazioni,  ma anche per sopperire alla mancanza di micromanutenzione che in passato veniva svolta dai proprietari dei terreni, quei contandini che si prendevano cura dei campi oggi purtroppo incolti. Detto questo se ci sono delle responsabilità dovranno essere individuate". 

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Federica Fratoni cerca di smorzare le polemiche deflagrate con il comune di Arezzo

"Questo non è il momento delle polemiche, ma quello dell'impegno condiviso, che, sicuramente vedrà d'accordo il Comune di Arezzo di fronte all'emergenza e ai danni e alla necessità di programmare gli interventi immediati e di prospettiva che vanno realizzati per contrastare questi fenomeni sempre più frequenti e disastrosi. Ci metteremo subito al lavoro per rivedere l'assetto idraulico di queste zone dell'aretino e definire e programmare interventi dimensionati a certe tipologie di eventi. Concentreremo adesso i nostri sforzi sul reticolo minore a valle di Arezzo che non è a un livello adeguato e bisogna invece progettare gli interventi immediati per la riduzione del rischio idraulico".

Adesso la Regione lavorerà ad un intervento  che vada incontro alle persone e alle imprese che hanno subito danni:

"Io stessa - ha affermato Lucia De Robertis - presenterò una interrogazione affinché dei fondi vengano destinati a ristorare gli aretini messi in ginocchio da questa alluvione. C'è bisogno di un intervento strutturale. Saremo presenti come Regione in tutte quelle situazioni in cui sarà possibile intervenire. Stamani abbiamo toccato con mano la situazione: abbiamo parlato con i cittadini e preso atto di quanto avvenuto. Questo ci resposabilizza ancora di più".

Quindi i ringraziamenti di Fratoni e Ceccarelli a tutta la macchina della Protezione civile che si è mossa prontamente attenuando anche quelli che potevano essere danni maggiori.

"La giunta regionale - ha aggiunto Fratoni - approverà subito una delibera per le spese dei soccorsi, poi si passerà alla fase per la quale ci auguriamo arrivi la dichiarazione dello stato d'emergenza nazionale. Si attiveranno in ogni caso i soliti strumenti come il microcredito, o quelli più adatti a seconda delle tipologie di aziende. L'invito alla Provincia è di presidiare le attività dei Comuni per il censimento danni. Terminata la fase emergenziale faremo un tavolo tecnico idraulico e idrogeologico su Arezzo per attivare la pianificazione delle opere necessarie e degli interventi".

Verranno immediatamente attivate le somme urgenze sul Valtina a monte dell'attraversamento dove il fiume è esondato, sul Sellina a Gaville, nella zona di Rassina a Castel Focognano, sul fosso Grosso in corrispondenza dell'attività produttiva che ha subito i danni maggiori nella zona. Intanto, i sopralluoghi proseguono.

Il sopralluogo

La mattinata di sopralluoghi degli assessori Fratoni e Ceccarelli è cominciata dalla visita ad alcune importanti aziende produttive e agricole che hanno registrato ingenti danni a causa dell'allagamento dei magazzini.
Quindi insieme ai tecnici della Regione e del Genio civile, accompagnati dalla vicepresidente De Robertis gli assessori hanno fatto tappa a Bagnoro, frazione del comune di Arezzo, dove la situazione del corso d'acqua del Valtina è sotto osservazione da tempo e dove nel 2015 sono state risagomate e consolidate le sponde del torrente con un finanziamento regionale, intervento che ha prodotto i suoi effetti evitando la rottura e la tracimazione. Adesso si dovrà intervenire ulteriormente, dicono i tecnici, con lavori importanti già individuati ma resi particolarmente critici dalla presenza di abitazioni che insistono sul corso d'acqua.
Si è poi proseguito per Gaville/Santa Firmina dove ha esondato il Sellina da alcuni attraversamenti già oggetto di ordinanza di demolizione del Genio civile, con danni alle abitazioni e alle coltivazioni.
Da qui, ci si è spostati in località via Romana/San Lazzaro, dove il sopralluogo ha riguardato l'attraversamento sulla Due Mari, un attraversamento del tutto insufficiente ma impossibile da adeguare perché i lavori aggraverebbero il rischio idraulico del tratto a valle dell'abitato di Arezzo.
Si è constatato che via Padre Teodosio è stata completamente allagata dalle acque esondate del Valtina e del Sellina.

Nella frazione di Rigutino, le piogge abbondanti hanno avuto effetti molto pesanti sul versante sud (Val di Chiana) influendo sul reticolo minore che, insinuato in modo capillare nel tessuto urbano, è esondato a causa delle interferenze provocate dalle presenze antropiche che incidono sul defluire del corso d'acqua. Sono esondati il rio Grosso e il rio Rigutino con danni ingenti alle abitazioni e alle attività economiche.

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