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Arezzo ha la sua piazzetta Giorgio Gaber, Scanzi: "Credo sia uno dei giorni più belli della mia vita"

Galeotta è stata l'organizzazione del Gaber day nel gennaio 2018 al Teatro Petrarca quando Andrea Scanzi portò in scena il suo spettacolo dedicato al Signor G. a 15 anni dalla scomparsa

 

Arezzo da oggi ha la sua piazzetta Giorgio Gaber, posizionata di fronte all'ingresso della Casa delle Culture, confinante con piazza Amintore Fanfani e con via Garibaldi, volgendo lo sguardo di lato si vede bene il retro del Teatro Petrarca, il luogo di cultura che può essere considerata la casa del cantautore italiano scomparso nel 2003 a soli 64 anni. 

L'intitolazione è stata possibile grazie alla doppia volontà del giornalista aretino Andrea Scanzi, appassionato di Gaber, della sua musica, dei suoi messaggi culturali, e del sindaco Ghinelli.

Galeotta è stata l'organizzazione del Gaber day nel gennaio 2018 al Teatro Petrarca quando Andrea Scanzi portò in scena il suo spettacolo dedicato a Giorgio Gaber a 15 anni dalla scomparsa. Uno show corale, accompagnato da Syria, Giulio Casale e Paolo Benvegnù, per ripercorrere la vita e le opere del signor G. E lì ci fu il finale a sorpresa con il sindaco Ghinelli che annunciò che a Gaber sarebbe stata intitolata una strada.

"Oggi per me è stata una soddisfazione personale incredibilie, perché il mio autore preferito, il mio maestro, avrà per sempre un luogo dedicato nella mia città - ha detto Scanzi, una volta tirato giù il drappo - credo sia il giorno più bello della mia vita, credo che sia un momento straordinario per tutto il paese e secondo me tutte le città dovrebbero capire che Gaber meriterebbe una strada dedicata, perché è uno dei più grandi pensatori del '900. E il luogo scelto mi piace molto, pensare che Gaber si affacci e veda il Teatro Petrarca mi sembra molto bello."

In tanti non hanno voluto mancare all'inaugurazione della piazzetta, con presenze bipartisan in onore del cantautore che si interrogava su "Cos'è la destra, cos'è la sinistra". Dal consigliere della Lega Marco Casucci, ad Angelo Rossi, da Roberto Bardelli a Marco Meacci che con Scanzi ha condiviso per anni l'organizzazione del Passioni Festival.

Ma a fianco di Scanzi per l'inaugurazione c'è stato il Sindaco che ha spiegato la sua decisione:

"Ho voluto farlo per più di un motivo, io ho 67 anni, per me Gaber ha rappresentato il cantautore italiano della mia generazione, anche al di là dei gusti musicali, era una persona che si aiutava sempre a pensare, poi ognuno prendeva le sue scelte, era certo fuori dagli schemi e anche io in fondo mi sento rivoluzionario."

“Sono stato conquistato da Gaber fin dalla prima volta che l’ho visto dal vivo, nel 1991, a Fiesole - racconta Scanzi - Voglio bene a Giorgio da quella sera e sono terrorizzato dall’idea che se ne perda memoria. Il patrimonio artistico di Gaber, e di Sandro Luporini aggiungo, è smisurato. Qualsiasi monologo, qualsiasi canzone hanno degli insegnamenti da dare, entrambi sono stati profetici almeno quanto Pasolini. Ricordo ancora con commozione il fatto che se non fosse stato malato, Gaber sarebbe stato correlatore della mia tesi dedicata a lui, a Fabrizio de Andrè e a una ‘vocazione’ di cui purtroppo si stenta a rinvenire traccia: quella di cantautore”.

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