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Prova Generale. Santo Spirito rinuncia al trofeo e lo dona alla famiglia Felici: "Grande commozione"

Il figlio Roberto, attuale rettore di Porta del Foro, ha ricevuto direttamente dalle mani deio gialloblu Ezio Gori e Marco Geppetti il trofeo.

 

Un grande uomo. Un'intelligenza "tutta aretina", come lo definisce chi lo conosceva. Un signore che con le sue capacità non solo ha fatto grande la storia del proprio quartiere ma, ha contribuito a migliorare, perfezionare e sviluppare il mondo della Giostra del Saracino.

Giancarlo Felici è stato tutto questo e molto di più.
Glorioso rettore di Porta del Foro negli anni non ha mai fatto mancare il proprio contributo a quel mondo che tanto amava.

Questa sera è stato reso omaggio alla sua memoria durante la Prova Generale della Giostra del Saracino. La notte delle riserve che, nel tempo, è diventata a tutti gli effetti una seconda battaglia dove ciascuno dei quattro quartieri lotta con le unghie e con i denti per mostrare di essere il migliore in assoluto.

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A spuntarla è stato il quartiere di Porta Santo Spirito. Con nove punti ha sbaragliato la concorrenza e imposto la propria superiorità agli altri.
Ma questa sera in piazza si è visto molto di più che un "semplice" confronto a suon di colpi contro il Buratto.

La targa intitolata alla memoria di Felici, scomparso lo scorso anno, è stata donata dalla dirigenza del quartiere della Colombina alla famiglia di Giancarlo. Il figlio Roberto, attuale rettore di Porta del Foro, ha ricevuto direttamente dalle mani deio gialloblu Ezio Gori e Marco Geppetti il trofeo.

"Sono colpito e commosso - spiega Roberto Felici - è il segno che mio padre, con il suo lavoro e con il suo modo di essere, ha lasciato un grande rispetto in tutti i quartieri. Mio padre in questa piazza ha scritto un pezzettino di storia di questa manifestazione e vederlo ricordare questa sera da tutta la piazza è stata un'emozione unica".

In lizza questa sera nei panni di capitano anche Gianni Cantaloni che, soltanto per questa notte, ha preso il posto di Dante Nocentini.

"E' stato il capitano che con mio padre si è tolto grandi soddisfazioni - prosegue Roberto - Rivederlo pimpamente come sempre è stato davvero molto bello poi con lui si sono voluti vestire molti altri suoi ragazzi che da anni non calcavano la lizza di piazza Grande. Davvero un momento da ricordare. Per domenica cosa mi auguro? Che vinca il migliore, come sempre".

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