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Nei sotterranei di Arezzo strada per la candidatura a città della cultura, il progetto

E' il magistrato della Fraternita dei Laici ad aver richiesto uno studio di fattibilità all'ex sindaco di Arezzo, Luigi Lucherini, sullo sviluppo di alcuni locali

 

Un viaggio quasi al centro della terra. Tra stanze dove i caminetti sospesi, borghi che dal sottosuolo si inerpicano fino al piano di calpestio delle stanze del Palazzo di Fraternita e mura posticce dietro alle quali si aprono passaggi segreti. La strada per la candidatura di Arezzo capitale della cultura passa anche attraverso il civico 3 di Corso Italia, portone che una volta varcato conduce alla scoperta di una serie di camere e corridoi che formano un misterioso percorso underground.

E’ il magistrato della Fraternita dei Laici a decidere di dare il via al progetto di recupero dei sotterranei del palazzo partendo dal restauro di un secolare affresco ritrovato nella stanza che da Corso Italia si apre verso piazza Grande e proseguendo con un sogno più ambizioso, dove quelli che oggi sono degli scantinati sinistri e trascurati, potrebbero trasformarsi in meravigliose stanze dove accogliere studiosi e visitatori.

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“Siamo pronti a portare avanti il progetto - spiega il primo rettore Pier Luigi Rossi - è affascinante scoprire come questo spazio rappresenti l’equivalente della città all’aperto. Ci sono stanze, storie e opere che siamo davvero ansiosi di recuperare e mostrare agli aretini che, sono certo, apprezzeranno moltissimo queste scoperte”.

L’ipotesi di utilizzo dei sotterranei del Palazzo di Fraternità fa parte di uno studio realizzato dall’ingegner Luigi Lucherini, ex sindaco di Arezzo, che si è occupato di curare il progetto di quello che potrebbe essere lo sviluppo di questi ambienti.

“Si tratta di spazi meravigliosi - spiega l’ingegnere - unici nel loro genere e che certamente contribuiscono ad arricchire il patrimonio della Fraternita dei Laici. Purtroppo oggi li vediamo in una situazione di cattiva manutenzione, se vi prendesse il via un’attività di recupero essi potrebbero diventare il completamento di un centro di cultura ormai affermato”.

Un progetto ambizioso che potrebbe trovare applicazione anche come escamotage per l’ampliamento del percorso museale legato alla collezione “Oro d’autore” attualmente custodita - il 30 per cento del totale - all’interno del Palazzo di Fraternita. Ma le possibilità di sviluppo futuro di questi ambienti sono davvero numerose visto che, stando agli studi eseguiti, con una serie di accorgimenti potrebbero condurre fino alle viscere di piazza Grande per poi addentrarsi nei corridoi segreti dell’acquedotto vasariano e della pieve di Santa Maria. 

“Alcuni locali - sottolinea Pier Luigi Rossi - sono comunicanti. Si vede che la sagrestia della Pieve, ad esempio, è stata ricavata edificando un tramezzo. Negli anni a seconda della destinazione d'uso di questi spazi sono state apportate modifiche e divisioni che, sicuramente, nascondono dei collegamenti e passaggi che al momento ignoriamo. Pensiamo alle suggestioni di un percorso che parte dalla Fraternita ed arriva fino ai sotterranei della Pieve”.

Un’opera importante e dal grande valore, non solo culturale, ma anche turistico visto che potrebbe essere uno dei centri d'attrazione della città antica.

“E’ un lavoro da secondo mandato che si svolgerà nei prossimi anni - spiega il sindaco Alessandro Ghinelli - Chiunque arriverà a governare Arezzo nei prossimi anni non potrà non riconoscere queste meraviglie e la validità del progetto. In pochi metri di strada abbiamo questo palazzo, casa Bruschi, l’Archivio di Stato, palazzo Lambardi. Tesori inestimabili e ineguagliabili”.

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