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"Immobili della Asl per i progetti" l'impegno della Regione per il Pionta. La regia al Comune

Dai campi estivi ai concerti, dai mercatini alle panchine: tutte le proposte del Comitato

 

"Servono idee e risorse, le une senza le altre e viceversa non ha senso, non sarebbe un'azione efficace." Vincenzo Ceccarelli, assessore alle infrastrutture della Regione Toscana ne è convinto ed è per questo che è voluto essere presente al convegno organizzato dal Comitato per la Rinascita del Pionta all'inzio della tre giorni di eventi dedicati al parco urbano che sta rialzando la testa dopo le azioni di contrasto allo spaccio.

"La Regione, o meglio la Asl può mettere a disposizione gli immobili di sua proprietà per favorire la rinascita del Parco del Pionta che ha la caratteristica di essere di cucitura tra diversi quartieri della città -  afferma Vincenzo Ceccarelli - Dovrà essere vivibile grazie a progetti da realizzare e la Regione è pronta a sottoscrivere protocolli per il Pionta."

Intanto proprio dal convegno è stato lanciato un documento, frutto del lavoro di mesi della rete di associazioni che compongono il comitato.

Oggi l'evento dedicato alla giornata mondiale del rifugiato con l'associazione Bangladesh

La tre giorni termina sabato con il divertimento di Arezzo Factory

Al primo punto, l'appello ad adottare il parco:

"Proponiamo a tutti di adottare il Parco del Pionta: alle istituzioni, alle scuole, alle associazioni, ai cittadini. Adottare vuol dire sentire il Parco come proprio luogo di vita, di studio, di cura, di svago, un luogo che appartiene a ciascuno di noi e come tale si ama, si vive, si tutela, si difende. Frequentarlo è la prima e più semplice forma di adozione, anche per sconfiggere uno stigma che ripetuto in modo vizioso fa solo male al parco. L’area del Pionta, che fa da cerniera tra la parte storica e i popolosi quartieri di Saione e Pescaiola, ha infatti un indubbio valore paesaggistico, storico, culturale e per le funzioni che ospita e può ospitare presenta notevoli potenzialità per la città.

Un progetto complessivo

Secondo la proposta del comitato sarà necessario fare un passo avanti nel lavoro tra gli enti che insistono i propri immobili nel parco.

Per molti anni ciascun ente (Comune, Asl, Università, Provincia) ha ritagliato le proprie funzioni in modo separato ed ha concepito il Pionta in modo diverso e dissonante con altri enti. La pluralità di enti ha significato anche una oggettiva deresponsabilizzazione. Ora serve un progetto complessivo, elaborato e condiviso da istituzioni e cittadini, dove i diversi interventi sono complementari e corrispondono ad un unico disegno organico.

La regia e gli attori

Per qualificare e rilanciare il Pionta serve una regia che costantemente metta ad un tavolo i vari attori istituzionali, con il compito di cucire gli interessi, spronare gli interventi, decidere le tappe, agire per quanto di spettanza. Oltre agli enti istituzionali sono attori fondamentali le scuole, le aggregazioni associative sociali, culturali, sportive, ecc. Il coordinamento, come già previsto nei precedenti accordi di programma, deve essere svolto dal Comune di Arezzo.

Gli ambiti di intervento

Agire per qualificare il Parco del Pionta e renderlo patrimonio vivo di tutta la città significa attuare interventi strutturali, che competono agli enti, e promuovere iniziative frequenti e ripetute, che coinvolgono vari soggetti associativi e non solo, con il sostegno effettivo e non solo figurato del Comune, tali da diventare costanti e favorire la più ampia frequentazione ordinaria e straordinaria.

Tante azioni strutturali

Le idee messe nere su bianco dal comitato sono tante, e comprendono: Restaurare gli edifici oggi pericolanti e transennati (ex cucine, ex bagni, ex Sert) per finalità legate agli obiettivi della azienda sanitaria e /o di interesse collettivo. Collocare varie attività negli edifici chiusi e abbandonati da anni: palazzo ex suore, villa Chianini ed edifici del viale di ingresso zona universitaria. Esistono già oggi proposte avanzate da enti/associazioni per il recupero e la destinazione a finalità sociali che vanno inserite in un progetto organico di recupero e riqualificazione. Far entrare nella disponibilità anche parte degli edifici Arpat scarsamente utilizzati e, in prospettiva, la casa colonica che oggi ospita una Rsm. Chiudere al traffico di auto private la zona universitaria (salvo particolari permessi). Ammodernare tutti gli impianti di illuminazione sulla fattispecie di quanto fatto per una parte del parco. Garantire la manutenzione costante del verde e la pulizia, anche in base all’accordo di programma sottoscritto dagli enti nel 2014. Collocare tavoli e panchine per favorire la sosta e il pic-nic. Ripristinare con facili interventi gli spazi sportivi della zona Duomo Vecchio. Installare attrezzi fissi per attività sportive. Favorire il proseguimento degli scavi archeologici con la ricerca di appositi finanziamenti; fin da subito sistemare decorosamente le aree; valorizzare il sito con adeguata segnaletica e pannelli illustrativi; sostenere la sua promozione e sviluppare visite guidate. 

Già oggi vari soggetti agiscono allo scopo di rendere vivo il parco: tra questi il Centro di aggregazione sociale Colle del Pionta, la scuola di musica Le 7 Note, il Circolo Duomo Vecchio, Il Centro giovani Arezzo Factory, l’Associazione A piede libero, la Polisportiva Policiano e l’Associazione culturale Academo per quanto attiene agli scavi archeologici. 

Oltre a queste altre associazioni cittadine (tra cui Legambiente, Centro Basaglia, Uisp, Associazione Culturale Bangladesh, Cral dipendenti Usl) stanno da tempo adoperandosi per la valorizzazione del parco con varie iniziative e rappresentano una potenzialità significativa di volontariato da mettere in rete per dare continuità alla rigenerazione di quest’area con la partecipazione attiva. Inoltre animano il Pionta significative attività formative: la Facoltà universitaria, il biennio dell’Itis e il Polo di formazione Asl. Intorno al Pionta si trovano poi scuole di ogni ordine, dal nido alle medie, tali da rendere possibile la fruizione del parco per l’attività fisica e la didattica.

Le altre iniziative possibili

Tra le iniziative future il comitato mette: l’utilizzo del Parterre per spettacoli musicali e teatrali, la realizzazioni di attività sportive promosse dalle associazioni di promozione sportiva ed anche spontanee, la programmazione di campi solari estivi, la realizzazione di eventi quali mercatino delle pulci o rassegne di street food. Tra le azioni che non possono essere catalogate come episodiche ci paiono particolarmente significative le iniziative promosse dall’Università allo scopo di collegare e intrecciare sempre più la vita accademica alla città, sia con attività rivolte ai cittadini non studenti che con la messa a disposizione di alcuni locali per le iniziative di soggetti collettivi culturali e sociali. Accanto a queste azioni di recupero a breve e medio termine e alle azioni per incrementare la fruizione continuativa del parco, è importante lo sviluppo di un progettualità urbanistica per qualificare l’attrattività, la permeabilità, il collegamento con la città, caratterizzare le destinazioni, la mobilità e sosta di cintura, ecc. A questo proposito il comune potrebbe varare un apposito concorso di idee specificatamente su questi nodi, senza rimandare quanto sopra delineato.

 

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