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Il Passo dei Mandrioli diventa quello Del Ringo. L'anonimo omaggio al biker subbianese

Riniero Caneschi, meglio conosciuto come Il Ringo, vive a Subbiano. La sua passione per la moto lo porta a solcare il valico anche più volte alla settimana

 

Quanti chilometri abbia percorso in sella alla sua moto non è calcolabile.
Un mistero che rimarrà per sempre insoluto. Di certo c'è però che il Ringo di Subbiano, al secolo Riniero Caneschi, di asfalto ne ha macinato così tanto che qualcuno ha pensato di "intitolargli" uno dei valici più battuti di tutta la regione: il passo dei Mandrioli.

1173 metri sul livello del mare, due province e due regioni che si fondo in un grigio serpente di curve e tornanti cinti dai secolari giganti delle foreste casentinesi. Il Passo dei Mandrioli, oltre ad essere uno degli abituali, per non dire quotidiani, percorsi di Ringo, è anche uno dei tracciati più cari ai centauri della zona.

"Ci passo almeno due, tre volte al mese, qualche volta capita che in una settimana lo percorra anche più volte - racconta - Mia mamma è romagnola mentre mio babbo casentinese. Si sono conosciuti proprio lungo questa via. Per me è una strada che ha un significato speciale. Salire sulla moto e percorrerla è naturale come andare a prendere un caffé in centro ad Arezzo". 

E così per chi passa dai Mandrioli non è raro incrociarlo sulla sua Harley Davidson. Una presenza tanto familiare che alcuni ignoti hanno pensato di omaggiare ribattezzando il valico col suo nome. Nelle scorse sere, sotto al cartello che segna l'ingresso dei Mandrioli, è comparsa la targa più piccola, ancorata saldamente ad uno dei due pali, che riporta "Passo del Ringo m. 1173 s.l.m"

"Una sorpresa bellissima - racconta - anche se non ho ancora capito di chi sia stata l'idea. Nessuno si è fatto avanti ma, quando lo farà, lo ringrazierò personalmente".

Riniero, biker 50enne, condivide con gli amici un amore viscerale per la moto. Figlio dei proprietari del ristorante Il Matto di Subbiano, in passato ha più volte girato l'Europa con la sua fedele compagna di avventure. Una vita on the road con il vento in faccia e il sole in fronte.

Nel 2004, l'8 agosto, rimase coinvolto in uno schianto lungo la Siena Bettole dopo essere tornato da un raduno nel senese. 

"E' stato un momento difficile - racconta - ho passato dei giorni davvero terribili e vissuto esperienze che non raccomando a nessuno. Ma adesso sono qui. Appena me la sono sentita sono tornato di nuovo in moto e da allora ho continuato a viaggiare ogni giorno".

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