I due papà della piccola Elisa. Una storia arcobaleno per raccontare l'omogenitorialità

Arcigay e Famiglie Arcobaleno hanno dato vita all'iniziativa "Una bimba con due papà"

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In Toscana se ne contano circa 80, ad Arezzo invece sono tre le coppie con figli che hanno deciso di iscriversi all'associazione Famiglie Arcobaleno. Ma di fatto un'anagrafe, o per meglio dire, un censimento di quanti nuclei si siano formati nel tempo è impossibile da fare. 
Perché?
Perché per loro ancora non c'è una legge che li riconosca.

"Siamo delle famiglie fantasma - spiega Laura Giuntini, del coordinamento nazionale Famiglie Arcobaleno - Per lo Stato lo siamo. Ma di fatto esistiamo eccome".

E allora eccole qua le famiglie arcobaleno. Quei nuclei costituiti da coppie gay con figli.
Una realtà che non tutti ancora conoscono a fondo e per la quale non esiste neppure un’anagrafe vera e propria in quanto ancora non c’è una legge che li riconosca in maniera ufficiale. Un universo quasi parallelo dove oltre alle mamme e ai papà si contano migliaia di piccoli.

Ma allora come è la vita per una coppia gay che sceglie di allargare la propria famiglia?
A raccontarlo agli aretini sono stati Mauro e Simone da poco diventati i papà di Elisa (nome di fantasia) che ha stravolto la loro vita portando gioia e grande amore.

"Vorremmo un futuro - raccontano i due papà - dove non sia più necessario parlare di omogenitorialità. L'Italia è pronta perché molte persone non hanno pregiudizi e vivono il nostro nucleo familiare come un dato di fatto. Con naturalezza. Ci auguriamo che presto possa essere pronta anche una legge che ci riconosca a livello giuridico". 

Il comitato Arcigay Arezzo "Chimera Arcobaleno" e il gruppo toscano dell'associazione Famiglie Arcobaleno sono stati capofila dell'iniziativa "Una bimba con due papà" che si è svolta presso il Centro Contro le Discriminazioni di Villa Severi.

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