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"Ho ucciso io Maria", Ferrini confessa e resta in carcere. Ma il suo racconto è pieno di contraddizioni

Incalzato dalle domande del giudice per le indagini preliminari, affiancato dall'avvocato Gionata Giannini, il 37enne casentinese sarebbe "inciampato" più volte in varie contraddizioni

 

"Sono stato io". Con un filo di voce, Federico Ferrini ha raccontato di fronte al giudice Fabio Lombardo cosa è succeso in quella terribile sera in cui ha detto di aver ucciso Maria Aparecida Venancio De Santos. Incalzato dalle domande del giudice per le indagini preliminari, affiancato dall'avvocato Gionata Giannini, il 37enne casentinese sarebbe "inciampato" più volte in varie contraddizioni. Nulla è trapelato dall'aula, dove l'udienza si è celebrata in camera di consiglio - a porte chiuse. Al termine, poco prima delle 13, il gip ha convalidato l'arresto, rigettando la richiesta del difensore di disporre gli arresti domiciliari. Ha inoltre auspicato la prosecuzione delle indagini al fine di chiarire tutti gli aspetti meno chiari, i dubbi che Ferrini non ha sciolto con le sue parole.

VIDEO | Ferrini in via della Robbia prima dell'omicidio

Il 37enne è arrivato in tribunale alle 9 del mattino. Mezz'ora dopo è iniziata l'udienza. "Ha deciso lui di parlare di fronte al giudice - ha spiegato il legale - e ha ripercorso tutta la vicenda, proprio come ha fatto di fronte alle forze dell'ordine. Però sono emerse molte contraddizioni: in particolare sul movente e sugli orari".  Un puzzle con tasselli che, ancora, non calzano al loro posto. 

"Proprio per questo - spiega ancora il legale - il giudice ha chiesto che vengano approfondite le indagini". 

Chi è Ferrini | Prima amante, poi carnefice

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, dietro al delitto ci sarebbe stato un ricatto. Ferrini ha raccontato che Maria, con la quale aveva avuto una relazione, gli chiedeva 200mila euro per non rivelare che si vedevano. Era una situazione che pare andasse avanti da tempo. Perché allora il delitto è avvenuto proprio adesso? Cosa ha fatto precipitare la situazione? E poi ci sarebbero delle incongruenze sugli orari: la 60enne quella sera era andata a cena con un cliente con la quale aveva trascorso il resto della serata. Poi alle 3,30, rimasta sola, avrebbe ricevuto la visita di Ferrini durante la quale è scoppiata la terribile lite. 

L'indagine | "Dalla relazione al ricatto: chiedeva 200mila euro"

"Valuteremo con i familiari - ha spiegato l'avvocato - se fare ricorso per una misura cautelare meno afflittiva come gli arresti domiciliari". Una sfida difficile vista la pesantissima accusa che pende su di lui, ovvero omicidio volontario. Nessuna aggravante al momento è stata contestata.

"Stiamo nominando dei periti - afferma ancora il legale - e abbiamo chiesto di poter fare un sopralluogo nella casa dove è avvenuto il delitto. Ci è stato dato parere positivo, pertanto presto andremo sul posto anche noi per chiarire gli aspetti che risultano ancora più lacunosi".

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