La Mimmina, quella piccola donna che guidò un esercito di operaie e tenne a bada i sindacati

La storia è quella di Imola Giramondi, la signora della moda prêt-à-porter di Badia al Pino. Con la sua azienda è stata un simbolo di forza ed emancipazione

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E' stata la prima a garantire il sabato libero alle sue lavoratrici. E per sette anni consecutivi, le sue 700 operaie, sono state le più pagate d'Italia.
La storia è quella di Imola Giramondi, la Mimmina.
Quella donna esile e gentile che nel 1962 arrivò a Badia al Pino e fondò una delle aziende di confezioni per donna più prolifere e all'avanguardia di tutto il Paese.

Mimmina nasce il 1° dicembre del 1926. Per 52 anni ha guidato con fermezza, intelligenza e grande coraggio il suo esercito di donne conquistando a pieno titolo un posto nella storia del prêt-à-porter.

Pertini la definì una “donnina di un metro con un carattere ed una tempra pari a quella di un leone”. Un generale di ferro che ha saputo fare della propria azienda un esempio di avanguardia in tutta Italia.

L'intervista "I sindacati? Non osavano avvicinarsi"

Determinata, ostinata e decisa a fare della propria impresa di confezioni un luogo non solo di lavoro ma di crescita per tutte le donne che negli anni vi hanno trovato impiego. Dai primi anni ’60 l’azienda di Badia al Pino ha sfornato non solo capi di abbigliamento di qualità e alla portata di tutte le tasche ma ha contribuito a formare nelle giovani donne dell'epoca quel forte senso di emancipazione ed indipendenza segnando un punto di svolta generazionale.

La sua carriera inizia nel 1953 quando a Firenze, con un prestito di 40.000 Lire, decise di acquistare stoffe per intraprendere la carriera di stilista. In un primo momento si dedicò all’intimo poi cominciò ad acquistare tessuti lavorandoli dapprima da sola nella sua abitazione di via Crispi, poi con 40 dipendenti in via Niccolò Aretino. In pochissimi anni arrivò la svolta e l'apertura dell'impresa lungo la ferrovia di Badia al Pino.

"Era comoda come location - spiega Mimmina - le mie donne potevano arrivare da sole al lavoro. Scendevano dal treno ed entravano subito in azienda. Avevo previsto degli orari che combaciassero non solo con quelli dei treni ma che potessero essere rispettati anche dalle operaie che dovevano prima accudire i bambini e accompagnarli all'asilo".

Una lunga attività durata fino al 1996. Al suo fianco sempre il marito Azelio Rachini poi in seguito la figlia Donella e il genero Ettore Catalani. Un rapporto strettissimo di collaborazione e rispetto è quello instaurato con le sue collaboratrici, sue prime sostenitrici. In un periodo in cui in tutte le aziende prolificavano le agitazioni sindacali, Mimmina Confezioni non ha mai avuto un giorno di sciopero.

Immagine tratta dalla pagina Facebook Badia al Pino nel tempo.

"Badia al Pino, Anno 1978. La “Mimmina” al gran completo.
La ditta di confezioni fu, sotto la guida di Imola Giramondi Rachini, azienda leader nel mondo della moda Made in Italy.
Ringraziamo Antonio Guarini che ci ha inviato la foto".

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