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"Credevo di essere super forte, mi sono trovato a combattere con un nemico invisibile": la storia di Egidio Borri

Il famoso parrucchiere noto il tutto il mondo è risultato positivo al Coronavirus

 

"Credevo di essere super forte e invicibile", inizia così il racconto di Egidio Borri, stilista dei capelli originario di San Giovanni Valdarno noto in tutto il mondo e titolare di dieci saloni, tra cui uno ad Arezzo e due proprio nel Valdarno. Borri due settimane fa ha scoperto di essere positivo al coronavirus ed è in isolamento domiciliare insieme alla sua famiglia.

Quando hai avuto i primi sintomi ?

"Dall'11 marzo sono a casa come tutti gli italiani, allora ho deciso di fare qualche lavoretto di tinteggiatura in alcune stanze. Dopo tre giorni, quando avevo terminato l'imbiancatura, ho iniziato a sentire un po’ di freddo e ho pensato subito a un colpo di freddo considerando che in casa stavo in maniche corte. Il 14 marzo avevo i brividi addosso, dolori ai muscoli e febbriciattolina, questi sintomi mi hanno accompagnato per diversi giorni. Trascorsi 5 giorni non ho più creduto che si trattasse di una ‘frescata’ e, spinto dalla mia famiglia, mi sono convinto a chiamare il mio medico di famiglia per chiedergli di fare il tampone".

Come è stata la procedura, semplice ?

"Non direi, anzi tutt'altro. Il mio dottore non ha ritenuto opportuno richiedere il tampone in quanto secondo lui non avevo elementi sufficienti per farmi rientrare in un protocollo di richieste. Io però non mi sono arreso e ho deciso di presentarmi all'ospedale La Gruccia di Montevarchi il 18 marzo. Al pre triage allestito all'esterno mi hanno subito detto che non sarebbe stato possibile perché dovevo arrivare lì con il 118 e con la richiesta medica. Avevo paura, non tanto per me, ma avendo due bambini piccoli ero preoccupato che in qualche modo potessi contagiarli".

Quindi poi cosa è successo ?

"Mi sono ricordato che insieme alla mia famiglia vado spesso in una pizzeria della zona e il proprietario era risultato positivo e lo avevano portato in ospedale. Allora ho espressamente detto di essere stato a contatto con una persona che ha avuto il coronavirus ed era ricoverato. Allora questa infermiera che mi ha accolto nella tenda si è informata e dopo essersi consultata hanno deciso di farmi questo tampone".

Tampone positivo, come hai reagito ?

"Ho ricevuto il risultato il 19 marzo, ero positivo al Covid-19. Ho avvertito subito paura e ansia, ho iniziato a chiedermi se sarei riuscito a guarire. Continuavo ad avere febbre sui 37 e mezzo. Essendo una cosa nuova non sai cosa ti può provocare, ero a letto sperando che le cose non peggiorassero, la paura più grande era quella legata a possibili problemi respiratori. Oltre la febbre, avevo tosse e raffreddore, il mio medico mi aveva detto che avevo una polmonite che poteva guarire da sola o peggiorare e quindi avrei dovuto essere ricoverato e curato in ospedale".

Come è proseguito l'isolamento a casa ?

"Fortunatamente non ho avuto nessun disturbo particolare, solo la febbre ogni tanto aumentava e prendevo una semplice tachipirina per abbassare la temperatura. Oltre questo ho preso solo un altro medicinale, il Fluimucil 600 che credo che mi abbia fatto molto bene. Ho continuato costantemente a monitorare la respirazione, era quella paura più grande. Io e la mia famiglia siamo ancora in isolamento a casa, non esce più nessuno, anche se a loro non è stato fatto il tampone perché non presentano sintomi; questa è una cosa assurda".

Possiamo dire che il peggio è passato, adesso quali sono i prossimi passi?

"Io mi sento fortunato e sto bene. Mi sono sempre vantato della mia forza, della mia energia, faccio un lavoro che mi permette di girare il mondo. Per mantenere questi ritmi di vita conduco una quotidianità regolare, senza vizi, sto attento a quello che mangio e quindi credevo che tutto potesse andare sempre bene. Sicuramente questo però mi ha aiutato a sconfiggere il virus, il mio corpo ha reagito bene. Adesso alla fine di questa settimana ho un nuovo tampone per capire se sono uscito da questa situazione in maniera definitiva e certificare che sia guarito". 

Devi fare dei ringraziamenti particolari ?

"Il mio paese, San Giovanni Valdarno, si è dimostrato molto disponibile. Ho delle persone che mi portano la spesa a casa e mi buttano la spazzatura. Ho trovato un'efficienza importante che ha risposto bene a questo nostro disagio. Un grazie a tutti i commercianti e alle istituzioni del Valdarno".

Un messaggio per chi sta affrontando questo virus.

"Posso dire che è importante stare più tranquilli possibile senza farci prendere dalla paura che innesca una serie di meccanismi che ti portano al batti cuore, creando ansia e malessere. Ho capito che di per se non è violento come virus, ma inizia a far male quando ci sono altri tipo di problemi. Ci vuole pazienza, coraggio e fiducia".

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