Decreto dignità e dipendenti Cinpa: "Noi pionieri navigator". L'appello alla Regione: "Ci stabilizzi"

I rappresentanti dei lavoratori hanno già proclamato lo stato di agitazione

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...
 

Adriano Checcacci dal 2003 è un dipendente Cinpa. Lavora al Centro per l’Impiego di via Piero della Francesca e lui, come del resto i suoi 41 colleghi, dall’entrata in vigore del Decreto dignità si trova a vivere nell’incertezza lavorativa.

La sua condizione contrattuale è uno dei classi esempi di paradosso all’italiana.

Sì perché Adriano è stato assunto per lavorare in un settore pubblico, come appunto il Centro per l’Impiego, ma come dipendente di una società privata che, a sua volta, fa parte di un consorzio al quale la Regione Toscana ha affidato la gestione temporanea del servizio.

Un passaggio intricato e niente affatto lineare che però si traduce con la precarizzazione della condizione lavorativa di Adriano e dei suoi colleghi.

Già perché, se è vero che lui possiede un contratto a tempo indeterminato con Cinpa ad essere determinata è la sua condizione lavorativa visto che l’azienda per la quale opera ha solo un committente (Regione Toscana) e il rapporto contrattuale con quest'ultima è in scadenza il prossimo anno.

Scatta l'agitazione sindacale per i dipendenti Cinpa. Cgil e Uil: "Pronti allo sciopero"

Con l’introduzione dei navigator all’interno dei Centri per l’Impiego tutto il sistema rischia di poggiarsi su basi ancora più instabili.
Per quale motivo?
Perché la figura dell’orientatore (o navigator che dir si voglia) sarà selezionato previo concorso pubblico bandito dall'Anpal, l'agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro, e non dovrà necessariamente essere reperito all’interno del Cinpa. Inoltre il suo sarà un ruolo temporaneo.

“Non c’è niente di negativo nella figura del navigator - spiega Checcacci - E’ la ricerca di personale revocabile che a sua volta si aggiunge ai precari già esistenti che mi sembra davvero assurda. Non è la figura di sé per sé perché, ruoli come quello dell’orientatore sono sempre esistiti visto che l’orientamento è il core business del Centro per l’Impiego. La cosa più importante che facciamo durante le ore di lavoro è proprio orientamento al lavoro. Ma quale logica ha, visto che noi siamo qui da 15 o 20 anni a fare questo tutti i giorni cercare esternamente una persona che si occupa delle nostre stesse mansioni ed assumerla con un contratto di tre mesi? A me sembra un'assurdità. E' per questa ragione che insieme ai sindacati abbiamo deciso di chiedere alla Regione Toscana di stabilizzare contrattualmente le nostre posizioni. In questo modo le risorse impiegate verranno riversate in operatori altamente qualificati che potranno svolgere in continuità il proprio lavoro”.

Un ginepraio che nasce tutto dalla dismissione delle società inhouse della Provincia di Arezzo e intricatosi ancora di più con la riforma Delrio che ha ridistribuito le competenze tra Province e Regioni.

"Lavoratori formati da anni, perché i navigator?". Il caso Arezzo

Prima del 2012 infatti, il Cinpa era una società partecipata della Provincia di Arezzo che aveva l’incarico di gestire l’inserimento e il reinserimento dei cittadini nel mondo del lavoro. Successivamente l’azienda è diventata una realtà privata che però ha mantenuto lo stesso ruolo, le stesse attività e lo stesso luogo di lavoro. Unica differenza è la titolarità del Centro per l’Impiego che, nel 2014 con la Delrio, è passato dalla Provincia alla Regione.

Il rapporto tra Cinpa e Regione Toscana è vincolato da un contratto di affidamento temporaneo del servizio che trova scadenza nel dicembre 2020. Deadline oltre la quale chissà cosa, come e chi provvederà all’orientamento lavorativo dei tanti precari che vivono nel territorio aretino.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (3)

  • Con tutto il rispetto per i lavoratori del centro, in qualità di iscritto e fruitore da più di 10 anni, devo comunque dare un giudizio molto negativo sul servizio che svolgono. Gli operatori si sono sempre dimostrati gentili, ma l'utilità del centro è dubbia. Da giovane lavoratore sono andato molte volte (MOLTE) ad informarmi su quali ambiti puntare per cercare lavoro, e su quali percorsi formativi e agevolazioni fossero disponibili. Nessuna risposta, nessuna indicazione, non il minimo consiglio. I percorsi formativi che più volte ho intrapreso (tutti promossi da enti pubblici e finanziati con bandi regionali) li ho dovuti trovare in autonomia, per pura fortuna, e senza nessuna indicazione. Ed erano tutte ottime opportunità, che mi hanno dato formazione e buoni lavori, ed erano progetti pubblici promossi da enti pubblici (come fa un centro per l'impiego ad esserne a conoscenza?). Per la mia esperienza il servizio è stato davvero inutile.

  • hanno intervistato il meglio fico del paniere ma non sono tutti come lui quando mai il centro per l impiego ti contatta per segnalarti un lavoro? non scherziamo non diciamo che esiste un serviozio che di fatto non è mai esistito se mettono i navigator allora anche loro cominceranno a fare quello che avrebbero dovuto fare da 20 anni aiutare i disoccupati nella ricerca seria di lavoro

  • Mi dispiace per il Checcacci, troppi hanno mangiato sulla sua schiena e su quella di tutti i lavoratori italiani. Sarebbero costati meno se assunti direttamente dalla regione e non da una cooperativa, che ha beneficiato anche di altri sgravi. È il frutto di quanto fatto dalla sinistra..

Potrebbe Interessarti

  • Video

    Quasi una tromba d'aria: ecco il "funnel" a Cesa. Il video dell'impressionante fenomeno atmosferico

  • Cronaca

    Sniffa cocaina in via Filzi sul muretto della futura sede dei vigili urbani

  • Video

    "Ciao Renzo, sei sempre con noi". Il mondo dello sport ricorda Francesco Renzetti

  • Video

    Traffico illecito di schede elettroniche per ricavarne metalli preziosi: la regìa aretina

Torna su
ArezzoNotizie è in caricamento