Emergenza Covid. Il premier Conte: "Chiuse tutte le attività produttive tranne quelle essenziali"

Il dispositivo avrà una durata di 15 giorni, periodo in cui saranno chiusi tutti i siti produttivi ad eccezione di quelli primari. Restano aperti supermercati e farmacie

 

Arriva ancora una volta durante la tarda serata il nuovo provvedimento del governo guidato da Giuseppe Conte

"Non abbiamo altra scelta che disporre delle misure ancora più severe per affrontare al meglio l'acuirsi di questa epidemia - ha sottolineato il primo ministro in diretta Facebook - ed è per questo che insieme ai sindacati abbiamo stilato un'accurata lista di attività che potranno rimanere aperte e di altre che invece, dovranno sospendere il loro lavoro". 

Le parole del presidente del consiglio dei ministri arrivano al termine di un'altra lunga, terribile e drammatica giornata dove la curva dei contagi in tutto il Paese ha raggiunto dei picchi vertiginosi: 42.682 gli infetti, 4821 in più rispetto alla giornata di ieri con 793 deceduti nelle ultime 24 ore. Dopo un incalzante pressing da parte delle Regioni e dei sindacati ecco che viene annunciata la serrata anche per industrie e fabbriche.

"Questa è la sfida più difficile dal dopoguerra - dice - Chiuderemo tutte le attività produttive non cruciali. Ma restaranno aperti supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie. E i servizi essenziali saranno garantiti".

Il dispositivo avrà una durata di 15 giorni, periodo in cui saranno chiusi tutti i siti produttivi ad eccezione di quelli primari. Restano aperti alimentari, farmacie e parafarmacie. "Continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari. Invito tutti a mantenere la calma, no ad accaparramenti. Mai come ora la nostra comunità deve stringersi forte come una catena a protezione del bene più importante, la vita. Se dovesse cedere un solo anello questa catena saremmo esposti a pericoli più grandi, per tutti. Quelle rinunce che oggi ci sembrano un passo indietro domani ci consentiranno di prendere la rincorsa. Uniti ce la faremo".

Una decisione che va nella direzione richiesta a gran voce sia dall'opposizione che da numerosi sindaci e governatori. I primi cittadini della Toscana, nelle scorse ore avevano richiesto la possibilità di interdire ogni tipologia di attività produttiva non essenziale al fine di contenere quanto più possibile le occasioni di contagio. Tra i firmatari della missiva anche Alessandro Ghinelli che aveva aderito all'appello "chiudete tutte le attività non essenziali"

Nella lista delle attività considerate essenziali ci sono - tra l'altro -  agricoltura, pesca, industria alimentare e delle bevande. I servizi di informazione e della comunicazione.

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