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La protesta silenziosa dei commercianti di Pieve. E la proposta di Ascom: "Posticipiamo i saldi"

Il video di copertina ritrae i commercianti di Pieve Santo Stefano che hanno prestato il proprio volto ad un'iniziativa speciale

 

Le paure sono quelle con le quali ciascun cittadino ha dovuto imparare a convivere. Quale futuro dopo l'emergenza Covid-19? Come ripartirà il Paese? Domande cheattendono una risposta e che contiunano, nel frattempo, a riempire i pensieri della popolazione. Tra le categorie più colpite di questo periodo ci sono sicuramente i commercianti. La fase 2 è iniziata con lo sciopero indetto da Ascom Toscana ed esteso ad ogni esercente che, dopo l'entrata in vigore dell'ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri, ha visto slittare la data della riapertura. Un indirizzo risultato insopportabile per i titolari attività come bar, ristoranti, negozi di abbigliamento che di fatto sentono sempre più il peso di una prolungata e inattesa pausa.

Emergenza Covid, il grido dei commercianti: "A rischio 2mila imprese aretine"

Tra questi ci sono anche i commercianti del comune di Pieve Santo Stefano, comunità di poco più di 3000 abitanti situata al confine tra Toscana ed Emilia Romagna. "In questa grave situazione legata al virus anche i commercianti di Pieve Santo Stefano vogliono dire la loro - sottolinea Luca Gradi regista del video e assessore delegato alla cultura, biblioteca e promozione del territorio - Senza polemica, senza, urla, senza cartelli, loro però ci sono, esistono. E ci parlano col silenzio. E con tanti grandi sorrisi. Perchè c'è preoccupazione, ma c'è anche tanta speranza e questo è il messaggio".

Dal fronte delle associazioni di categoria invece continuano le proposte rivolte direttamente al governo centrale affinché si adoperi per "salvare il commercio". Tra quest l'ultima, in ordine cronologico, riguarda la possibilità di posticipare i saldi estivi 2020 al 1° agosto, anziché al primo sabato di luglio come sarebbe stato in calendario; limitarne la durata a soli trenta giorni anziché sessanta come di consueto; infine, eliminare il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti alle vendite di fine stagione. Sono queste le tre richieste avanzate con urgenza da Federazione Moda Confcommercio Toscana alla Regione Toscana, che in queste ore sta discutendo il tema dei saldi nella Conferenza Stato-Regioni. Stesse richieste (ma in più, gli esercenti chiedono di essere esentati dalla sanificazione della merce) vengono avanzate da Fismo-Confesercenti.

Le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio indicano che in questi oltre due mesi di chiusura il solo commercio al dettaglio di abbigliamento ha perduto in Toscana quasi 500 milioni di euro. Ed è prevedibile che anche dopo la riapertura dei negozi, fissata al 18 maggio, la forte diminuzione degli incassi si farà sentire purtroppo anche nei lunghi mesi a venire.

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