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"Qui visse Sulpicia, la poetessa romana". Pier Luigi Rossi racconta la storia della Piana di Cincelli

Un'area dal grande impatto paesaggistico e dalle antiche origini ma sprovvista di vincoli che la tutelino

 

Oggi una distesa di campi artati e di morbidi pendii ma in passato, un angolo dove Sulpicia si struggeva d'amore per Cerinto.
Qui, affondano le radici di una civiltà che si è evoluta così tanto e così profondamente da trasformarsi in quello che oggi è l'Arezzo contemporanea.

Il primo rettore della Fraternita dei Laici Pier Luigi Rossi, nonché esperto conoscitore della storia dell'antica Arezzo, è stato chiamato a raccontare quelle che sono le origini di quel fazzoletto di terra che è la piana di Cincelli. Lo stesso luogo dove non solo vorrebbero realizzare un comprensorio estrattivo di interti ma, anche, un angolo che nel piano urbanistico del comune di Capolona non ha vincoli di alcun tipo. Né paesaggistici né archeologici.

Eppure di paesaggio e di storia qui ce ne sono a bizzeffe.

Gli strumenti sui quali ci siamo basati per dare parere favorele all'apertura di una cava - hanno più volte spiegato dal comune di Capolona - parlano chiaro. Non ci sono vincoli. Ci limitiamo ad usare quello che abbiamo già trovato approvato.

Un cavillo burocratico che sta mettendo a dura prova la tranquillità dei tanti che hanno dato vita al comitato La Valle delle Piagge organizzazione, che si è fatta portavoce delle rimostranze di imprenditori e residenti preoccupati dall'impatto di una cava sotto alle proprie abitazioni e strutture ricettive.

Pier Luigi Rossi, pur non entrando nel merito della questione riguardante l'apertura del comprensorio, ha fornito un breve escursus storico su quelle che sono le origini di questo luogo. 

Qui la storia si è sedimentata, già prima del tempo degli etruschi - spiega - Questi luoghi erano posseduti dalla famiglia di Sulpicia la più grande poetessa latina le cui opere sono arrivate sino ai giorni nostri. La testimonianza di questa campagna è riportata anche nelle sue opere. In questi campi è scritta la storia che i nostri occhi devono leggere.

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