Banca Etruria, risparmiatori dal Prefetto con Federconsumatori: "Una lettera per Conte e Tria per il caso rimborsi"

La storia del padre di Carmela

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Una delegazione di risparmiatori azzerati ex Banca Etruria e di Federconsumatori, con il Presidente Pietro Ferrari e la Vice Chiara Rubbiani, è stata ricevuta stamani nel palazzo del Governo dalla Prefetta Anna Palombi. Le è stata consegnata una lettera aperta destinata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Antonio Conte ed al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

Nella lettera si ricorda che "con legge n. 145 del 30.12.2018 sono state approvate le norme con le quali si definiscono i criteri per il Bilancio 2019 dello Stato Italiano. Dal comma 493 al comma 507 dell’art. 1, viene affrontata la questione del rimborso per i truffati dalle banche azzerati con decreto 183 del 22.11.2015 e per quelli di altre banche successivamente poste in risoluzione o in liquidazione coatta amministrativa. Con i comma approvati e con la parte operativa demandata a due successivi decreti da emanarsi entro il 31 Gennaio 2019, pareva conclusa la lunga fase di sofferenza.  Il 31 Gennaio i Decreti non sono usciti, però in data 14 febbraio 2019, è stata consegnata durante un incontro al MEF, la “bozza” del primo dei due Decreti con il quale si indicavano i criteri e le modalità per le domande di accesso al FIR. Sembrava fatta".

Così, però, non è stato

"Questa fase è stata costellata - sottolinea Federconsumatori -  da alcuni eventi: abbiamo appreso, in itinere, dell’esistenza di una lettera attribuita a “Dirigenti del Tesoro”, con la quale si evidenziano le contraddizioni tra quanto legiferato e quanto stabiliscono le norme Comunitarie che considererebbero quelle modalità un “aiuto di Stato”; notizie di stampa dei giorni scorsi mettevano poi al corrente di  lettere inviate al Governo dalla Commissione Europea con le quali si esprimono forti dubbi sulle norme approvate e si indicano i capisaldi sui quali incardinare la questione dei rimborsi".

Federconsumatori sottolinea di essere costretta "a parlare di notizie di stampa perché il contenuto di queste lettere non è conosciuto. Avremmo auspicato che il Governo del cambiamento e della trasparenza si comportasse come tale mettendo a disposizione dei risparmiatori, delle loro Associazioni e della collettività le osservazioni dell’Europa, rendendo pubbliche al tempo stesso, le sue decisioni".

Federconsumatori si rivolge direttamente al Presidente del Consiglio:

"il suo primo atto, al momento dell' insediamento, è stato quello di ricevere i risparmiatori azzerati. Con quel gesto ha dimostrato vicinanza e attenzione verso persone deboli, truffate, coinvolte loro malgrado in giochi ed intrighi perpetrati da gente, ora alla sbarra per reati di bancarotta, bancarotta fraudolenta, falso in prospetto e truffa. Capirà quindi i disagi, le mortificazioni, le sofferenze e perfino la rabbia che pervade decine di migliaia di persone che, di fronte a simili misfatti vedono prolungarsi il loro calvario perché il Governo non riesce a decidere.   Mettere fine ad una vicenda che dura ormai da troppi anni è questione improcrastinabile. Siamo giunti ad aprile ma i Decreti promessi non sono stati approvati. Non bastano più le rassicurazioni o l’annuncio di incontri; i richiami al Ministro dell’Economia ed i continui rinvii rasentano la farsa".

L’ultimo Consiglio dei Ministri del 4 Aprile non ha deciso alcunché; pare essere tornati a prima del 30 dicembre 2018 quando ancora nulla era scritto e tutto era in alto mare. 

"I rimpalli di responsabilità e le ostentazioni muscolari sono stucchevoli. Questo continuo braccio di ferro non porterà da nessuna parte: in quest’ottica lo pseudo-confronto indetto per lunedì rischia di tramutarsi nell’ennesimo tentativo di calmare le acque, di proseguire la campagna elettorale e costruirsi un alibi per scaricare sull’UE le difficoltà a decidere del Governo".

Ed ecco la richiesta di Federconsumatori:

"E'  necessario che venga decisa una data entro la quale sia possibile avviare la procedura per l’accesso al Fondo di indennizzo; c’è pure il rischio che la dotazione di 500 Milioni prevista per il 2019 non sia più utilizzabile. Se il Governo non supera a breve le contraddizioni interne dovrà fare chiarezza su quali siano gli ostacoli, come intende superarli, come intende definire le nuove modalità per i ristori. Il tutto, stando attento a disporre misure che non siano in contrasto con le disposizioni dell’Europa e a garantire l’esigibilità dei diritti e le giuste tutele ai risparmiatori truffati che altrimenti verrebbero coinvolti da una procedura di infrazione e forse dai provvedimenti della stessa Corte dei Conti". 

Un’ultima considerazione:

"Da dichiarazioni rese alla stampa apprendiamo che all’incontro annunciato per lunedì il Presidente del Consiglio non convocherà le Associazioni dei Consumatori regolarmente iscritte e riconosciute dal CNCU, bensì le “associazioni dei risparmiatori” che ha finora usato come pubblico plaudente. Sarebbe un fatto grave; un vero e proprio schiaffo alle migliaia di risparmiatori che si sono affidati a Federconsumatori per ottenere assistenza e tutela e che ancora attendono giustizia. Anche di questa irresponsabile decisione il Governo dovrà assumersene le responsabilità". 

Nella parte conclusiva della sua lettera, Federconsumatori annuncia che Il 12 Aprile ci sarà ad Arezzo un' assemblea di tutti i risparmiatori della ex Banca Etruria. "A questa assemblea gradiremmo partecipasse un rappresentante del Governo. Per questo rinnoviamo l’invito; sarebbe l’occasione per un utile confronto".

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