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Arezzo è un "Comune Ciclabile". Fiab: "Soddisfatti ma possiamo e dobbiamo fare meglio"

Ogni anno le amministrazioni dovranno rendere conto delle attività fatte per continuare a far parte della rete dei Comuni Ciclabili

 

Arezzo è il quarto capoluogo di provincia toscano ad essere entrato a far parte della rete dei "Comuni ciclabili”.
Un riconoscimento arrivato in queste ultime settimane e che ha ottenuto il pienissimo favore della Fiab, Federazione italiana ambiente e bicicletta.

“Siamo soddisfatti - ha sottolineato il presidente aretino Fabrizio Montaini - ma allo stesso tempo siamo rimasti stupiti del punteggio ottenuto dalla commissione alla nostra città. Abbiamo conquistato tre bike smile su 5. Un punteggio buono ma che è soltanto un punto di partenza visto che, la strada da percorrere è ancora molto lunga”.

Arezzo entra nella rete dei Comuni Ciclabili

Ma come ha fatto Arezzo ad ottenere la certificazione?
Una commissione composta dai membri della Fiab nazionale ha esaminato i dati richiesti all’amministrazione comunale che, a sua volta, ha fornito riscontro sul numero dei chilometri di piste ciclabili, collegamenti, zone 30 e tutta le attività poste in essere in favore della mobilità dolce. Tutto questi elementi sommati hanno dato come risultato tre su cinque.

Tra le motivazioni che hanno portato la commissione giudicante ad attribuire il certificato ad Arezzo ci sono vari punti considerati elementi di forza come: “comunicazione per i tanti eventi, la governance, soprattutto per il Pums, e la moderazione del traffico in particolare per la ztl. La rete ciclabile urbana si sta progressivamente estendendo. Raccomandiamo di dare priorità alle connessioni delle ciclabili già esistenti. Per il cicloturismo ci sono dei tratti di piste già realizzati ma c’è grande potenziale da sfruttare”.

“Siamo certi - spiega ancora Montaini - che il bici plan presentato insieme al Pums abbia molto influito su questo punteggio. Ma, allo stesso tempo, siamo certi che se fossero stati portati avanti i progetti di realizzazione delle ciclabili di via Guido Monaco e Petrarca, oggi avremmo quattro bike smile e non tre. Pazienza. Sarà per la prossima volta. Noi continueremo a vigilare”.

Ogni anno le amministrazioni che si susseguiranno alla guida di Arezzo, per continuare a far parte della rete dei Comuni Ciclabili, dovranno rendere conto delle attività fatte, progettate e di prossima realizzazione per lo sviluppo della mobilità su due ruote.

“Noi continueremo a sollecitare gli amministratori - conclude Montaini - siamo soddisfatti di alcune opere come la realizzazione del collegamento dalla chiusa dei Monaci al sentiero della Bonifica, la prossima chiusura motocicli del sottopasso di via Trasimeno e la ciclabile di Torataia che consentirà agli studenti della Severi e Curina di andare a scuola pedalando in sicurezza. Soddisfatti anche del cambio di volto di piazza della stazione che finalmente, entro il 2020, sarà a misura di ciclista e pedone. Ma nonostante questo c’è molto da fare ancora. Un obiettivo tra tutti? La tutela per il rispetto delle zone 30. Correre in auto è pericolo e gli automobilisti ad Arezzo premono troppo sull’acceleratore. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto dei vigili urbani che tutelino le fasce più deboli della mobilità”.

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