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Civitella ricorda le vittime dell'eccidio. L'ambasciatore tedesco: "Qui nel segno della riconciliazione"

Alla cerimonia civile è seguita quella religiosa che ha segnato l'inizio del processo di beatificazione di don Alcide Lazzeri

 

Ha preso il via questa mattina il processo di beatificazione di don Alcide Lazzeri, il parroco di Civitella, che offrì la sua vita quel 29 giugno del 1944 pur di salvare quella dei suoi fedeli dalla mani dei nazifascisti che uccisero all'interno del borgo medievale, San Pancrazio e Cornia 244 persone. Un gesto reso vano dalla furia omicidia degli uomini della divisione Hermann Göring che non ebbero pietà.

75 anni dopo Civitella, come ha fatto dal 1944 in poi, ha ricordato le sue vittime ma soprattutto don Alcide Lazzeri il parroco per il quale il vescovo Riccardo Fontana ha aperto il processo di beatificazione.

"La grandezza del parrocco di Civitella è qualcosa che non possiamo dimenticare - ha detto l'arcivescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro - don Alcide ha saputo testimoniare la fede contro una ideologia perversa che vedeva nel cattolicesimo un ostacolo al proprio modo di ragionareDon Alcide è un segno importante per confermare e testimoniare come la forza della fedeun simbolo quanto mai attuale e corente con la chiesa".

Alla cerimonia civile con la deposizione della corona di fiori al monumento alle vittime dell'eccidio e a quella religiosa hanno preso parte i prappresentanti politici di Regione (Vincenzo Ceccarelli e Lucia De Robertis), i sindaci dei comuni aretini, l'assessore provinciale Lucacci e i parroci della diocesi aretina che hanno concelebrato la funzione insieme al vescovo Fontana.

In prima fila, insieme al sindaco di Civitella, Ginetta Menchetti, anche l'ambasciatore tedesco Viktor Elbling e il primo cittadino di Kämpfelbach, comune gemellato con quello della valdichiana.

"E' importantissima la riconciliazione senza dimenticare mai il passato terribile che è stato - ha detto l'ambasciatore tedesco - dobbiamo sempre ricordarci di ciò che è stato e allo stesso tempo su quella base costruire la casa comune europeaL'Italia e la Germania in questo senso hanno una responsabilità importantePerò ripetolo sguardo verso il futuro non può funzionare se non guardiamo al passatoalle vittime di questi eccididi tragedie come questa. Credo sia necessario prendere la responsabilità per storie come questa, come facciamo, e continuare a tendere la mano con la speranza che tutti facciano come Civitella che questa mano l'ha presa per costruire un futuro migliore per le nuove generazioni".

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