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I 10 anni dello Sportello Unico: oltre un milione di utenti accolti

Primo bilancio del maxi ufficio che si trova all'interno della ex caserma Cadorna. Per il futuro la struttura guarda alla digitalizzazione dei servizi

 

Ogni giorno sono circa 450 le persone che si presentano agli sportelli dell’Ufficio Unico di piazza Amintore Fanfani per svolgere pratiche e richiedere informazioni. Dal 2009 ad oggi oltre un milione di residenti ha ottenuto risposto, risolto pratiche, rinnovato documenti e ottenuto permessi grazie all'intervento degli impiegati dello Sportello Unico.

Dieci anni fa, l'allora sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani, tagliò il nastro di quella struttura che aveva come scopo quella di diventate un punto di riferimento per la popolazione. 

“I numeri parlano chiaro, due in particolare - spiega il primo cittadino Alessandro Ghinelli che celebra oggi insieme agli impiegati il decennale - in dieci anni i cittadini serviti sono stati oltre un milione, con una media di circa 100.000 utenti all’anno, le carte d’identità rilasciate ammontano a 129.933, circa 13.000 all’anno. Nel corso del tempo sono aumentati i servizi erogati: alle materie iniziali si sono aggiunte la tassa sui rifiuti, i passi carrai, la carta d’identità elettronica, con il Comune di Arezzo fra gli enti sperimentatori, e alcune postazioni specifiche dedicate all’assistenza per la presentazione delle pratiche. Sono 25 quelle attuali in totale, 5 in più rispetto all’apertura. Il gradimento è superiore al 90%, frutto della cura costante dedicata alla qualità del servizio, agli aspetti relazionali e alla spinta verso digitale e tecnologie innovative. Questa amministrazione è inoltre riuscita, in accordo con i dipendenti, a mantenere un orario di apertura articolato su 6 giorni con 2 pomeriggi. Infine, è proprio di questi giorni il rinnovamento della sala accoglienza: nuovi arredi per un maggior comfort durante l’attesa del proprio turno. Per rendere lo Sportello Unico sempre più punto di riferimento e ambiente familiare”.

In merito allo stare al passo con i tempi, aspetto a cui accennava il sindaco, ne sono due esempi emblematici l’agenda online per gli appuntamenti (agenda.comune.arezzo.it) e il servizio di chat e informazioni su WhatsApp. La prima consente ai cittadini di scegliere quando recarsi allo sportello con il vantaggio di non dover fare la coda. È obbligatoria il sabato. Il secondo, invece, ha consentito di abbattere ulteriormente la distanza tra Comune e cittadino, rendendo lo sportello a portata di cellulare: è sufficiente inviare il messaggio “iscrivimi” al 3427777361. 

Ma il capitolo nuovi servizi si sta per arricchire ulteriormente: lo scorso 15 ottobre il Comune di Arezzo è entrato a far parte dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, la banca dati che rappresenta un importante risultato nel percorso d’innovazione digitale. I cittadini continueranno a usufruire dei servizi online attivati in questi anni a livello locale, come la stampa dei certificati o la richiesta di cambio di residenza, ma in più avranno ulteriori vantaggi immediati come la stampa dei propri certificati in tutti i Comuni italiani aderenti, la spedizione al nuovo indirizzo da parte della Motorizzazione civile, a seguito di cambio di residenza, dell’adesivo da applicare sul libretto di circolazione, senza dover più dichiarare la targa dei veicoli e il numero della patente alla motorizzazione stessa, la trasmissione ai genitori da parte dell’Agenzia delle entrate, a seguito della denuncia di nascita, del codice fiscale del neonato, senza doversi quindi recare agli uffici tributari suddetti.

“Un traguardo importante ma anche un nuovo punto di partenza verso il futuro – ha precisato il sindaco Alessandro Ghinelli – visto che i veri vantaggi legati all’anagrafe nazionale devono ancora venire. Su 8.000 Comuni ne sono subentrati infatti 3.755 ma 1.617 sono quelli che stanno per farlo e, secondo le previsioni, entro la fine del 2019 saranno più di 45 milioni i cittadini ivi compresi. A processo concluso, le pubbliche amministrazioni centrali e locali, quindi enti locali, Inps, Agenzia delle entrate, Motorizzazione civile, Istat, potranno integrare le proprie tecnologie evitando il continuo invio di certificati, moduli e pratiche burocratiche. Avere un database a livello nazionale permetterà di superare il modello dell’autocertificazione accorciando e automatizzando tutte le procedure. Quando iscriveremo un figlio a scuola o chiederemo un bonus all’Inps o acquisteremo un’auto, non avremo più bisogno di compilare ogni volta dei moduli identici, autocertificando i nostri dati, perché l’ente avrà la possibilità di accedere in autonomia a queste informazioni”.

E guardando ancora più avanti? Su questa piattaforma transiteranno i dati di stato civile come nascita e matrimonio e tramite essa sarà possibile richiedere i relativi certificati. E soprattutto il Progetto IO, l’app dei servizi pubblici che permetterà al Comune di raggiungere i cittadini conoscendo semplicemente il loro codice fiscale e a questi di chiedere certificati o servizi pubblici e, più in generale, di dialogare direttamente dallo smartphone con un semplice clic. 

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