Tim Cup, due errori condannano l'Arezzo a L'Aquila (2-0)

L'Arezzo saluta la Tim Cup e lo fa nel peggiore dei modi. Non tanto per il passivo maturato quanto per il modo con cui sono arrivati i due gol degli uomini di Perrone, frutto di due autentiche disattenzioni difensive. Pecche che non fanno parte...

 

L'Arezzo saluta la Tim Cup e lo fa nel peggiore dei modi. Non tanto per il passivo maturato quanto per il modo con cui sono arrivati i due gol degli uomini di Perrone, frutto di due autentiche disattenzioni difensive. Pecche che non fanno parte del dna delle formazioni di Capuano.

I timori paventati alla vigilia da Capuano si sono rivelati esatti. Troppo “leggera” e veloce L’Aquila rispetto all’Arezzo che fin dal primo minuto aveva lasciato ai padroni di casa il compito di costruire il gioco. I due gol però non sono arrivati per la superiorità atletica degli uomini di Perrone che in mediana e sulle fasce soprattutto con Sandomenico sembravano avere una marcia in più. Le due marcature sono arrivate nel peggiore dei modi secondo la filosofia di gioco di mister Capuano.

Gli amaranto sia al 16’ che al 38’ si dimenticano di marcare De Sousa e Sanni che completamenti liberi in area di rigore possono appoggiare in rete due traversoni dalle retrovie. Due autentiche amnesie che hanno fatto rizzare i capelli in testa a Capuano e non solo, visto che in tribuna al "Tommasso Fattori" c’era anche il presidente Mauro Ferretti. In attacco l’Arezzo si fa vedere solo due volte. La prima dopo pochi minuti con Sacha Cori che di testa impegna Zandrini, la seconda dopo la mezz’ora e più di un’occasione è un’azione da rivedere alla moviola. Betancourt cade al limite dell’area, l’arbitro sembra indicare il penalty ma su suggerimento del proprio assistente fischia il fuorigioco della punta uruguaiana.

Il primo tempo si chiude così sul 2-0. Capuano vorrebbe dare una scossa alla squadra, ma non può farlo complici problemi fisici e una rosa ancora in costruzione. Ecco perchè il primo cambio è un difensore per un difensore, ovvero De Martino per Milesi. Troppo poco per invertire le sorti di un match in cui L'Aquila ha avuto tutto l'interesse a tenere il possesso palla e rallentare il gioco.

La sensazione è che per l'Arezzo oltre a tanto altro lavoro da svolgere per assemblare una squadra praticamente rinnovata c'è anche il compito e il bisogno di tornare sul mercato per garantire almeno maggiore solidità al reparto arretrato.

L'AQUILA (4-3-3): Zandrini; Di Mercurio, Sanni, Anderson, Ligorio; Bensaja, De Francesco, Mancini M. (31' st Iannascoli); Ceccarelli, De Sousa, Sandomenico.

A disposizione: Savelloni, Gizzi, Cosentini, Palestini, Stivaletta, Mancini A., Tomei.

Allenatore: Carlo Perrone.

AREZZO (3-5-2): Baiocco; Milesi (1' st De Martino), Monaco, Carlini; Brumat, Gambadori, Capece, Feola, Sperotto; Betancourt, Cori.

A disposizione: Rosti, Masciangelo, Bergamini, Calabrese, Mariani, Tremolada.

Allenatore: Ezio Capuano.

Indisponibili: Vinci.

ARBITRO: Forneau di Roma 1 (Ganci di Città di Castello - Ragnacci di Gubbio). IV: Fiorini di Sora.

RETI: pt 16' De Sousa, 38' Sanni.

Note - Spettatori: 500 circa. Recupero: 2' + 3'. Angoli: 6 a 2 per L'Arezzo. Ammoniti: st 2' Gambadori, 20' Mancini M, 23' Monaco, 45' Carlini.

Twitter @MatteoMarzotti

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