Non solo mercato: Arezzo al lavoro per sponsor e crowdfunding. Come cambiano le divise da gioco

Nuove regole per gli spazi pubblicitari sulle divise. L'Arezzo punta anche sul quarto posto e i playoff nell'ultima stagione per incrementare gli introiti

Non c'è solo il mercato a tenere vivo l'interesse e soprattutto a tenere impegnati i dirigenti amaranto in questa fase della stagione. Quella in cui vengono gettate le fondamenta e vengono definiti progetti e ambizioni. Tasselli che passano anche dalla raccolta pubblicitaria, dal budget che sarà possibile reperire attraverso gli sponsor.

La novità del "crowdfunding"

Il presidente La Cava durante la conferenza stampa di presentazione della campagna abbonamenti ha parlato della possibilità di attivare un crowfunding. Una sorta di microfinanziamento che può essere sottoscritto da privati, in questo caso tifosi, aziende e così via. In Italia non è una novità anche se è una pratica decisamente recente. Un esempio è il Pordenone che pochi mesi fa varò una campagna in previsione del possibile salto in serie B trovando come risposta 2,2 milioni di euro 254 nuovi soci. Un bel risultato sicuramente agevolato dai risultati sul campo. In precedenza Pescara e Frosinone hanno collocato bond tramite la piattaforma inglese Tifosy, rispettivamente 2,8 milioni e 1,5 milioni di euro.
Per quanto riguarda l'Arezzo c'è da comprendere le modalità di un progetto anticipato, ma non illustrato nel dettaglio. Un progetto rivolto ovviamente ad agevolare quella che è la gestione economica del club in torneo come la serie C dove il ritornello è sempre lo stesso e cioè che le uscite superano di gran lunga le entrate, salvo stagioni in cui la cessione di pezzi pregiati può dare sollievo al bilancio.

UnoAerre, Chimet, Estra, UbiBanca ma non solo

Se ad agevolare il crowfunding ci sono anche i risultati sportivi lo stesso si può dire per la raccolta pubblicitaria. L'Arezzo ovviamente spera di poter incrementare la voce entrate puntando sull'ultima stagione, su quel quarto posto e la semifinale playoff. I contatti con alcune aziende ci sono già stati, soprattutto con marchi che da anni sono al fianco del Cavallino. UnoAerre, Chimet, Estra e non solo, potrebbero anche comparire sulle divise da gioco griffate Nike in qualità di main sponsor.
Altre aziende e realtà come Agostini, Euronics, UbiBanca, giusto per citare alcuni nomi, proseguiranno il rapporto con il club. Difficile invece che questo possa accadere con Coingas alla luce dell'inchiesta che sta interessando l'azienda partecipata.

Nuove regole per gli sponsor sulle divise: cosa cambia

La Figc ha imposto nuove misure e un limite ai loghi sulle maglie da gioco in Lega Pro. "Nella parte anteriore delle maglie da giuoco uno spazio per la pubblicità da sponsor commerciale fino a 600 cm2, inserendo all’interno di tale spazio non più di tre marchi, di cui uno al massimo di 250 cm2, uno al massimo di 200 cm2 ed uno al massimo di 150 cm2. Sul retro della maglia, sotto il numero, uno spazio per la pubblicità di un solo sponsor commerciale fino a 200 cm2. Sul pantaloncino uno spazio per la pubblicità di un solo sponsor commerciale delle dimensioni fino a 100 cm2".

L'Arezzo nell'ultima stagione aveva nella parte anteriore i loghi di UnoAerre sul petto, quello di Chimet in alto a destra mentre sui pantaloncini quello di Coingas. Sotto al numero quelli di Estra L'Arte dello sport. In quest'ultimo caso, stando al nuovo regolamento, dalla prima partita ufficiale di Tim Cup potrà comparire un solo logo.

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