Tre club non pagano gli stipendi, c'è anche il Siena. Ghirelli: "Da sciacalli consigliare di non pagare"

C'è chi si appella al momento di crisi dovuto al Coronavirus, ma non solo. Ghirelli: "Da sciacalli consigliare di non pagare i tesserati"

Casertana, Catania e Siena. Ecco le tre società che non hanno rispettato la scadenza federale del 16 marzo. La dead line è stata oltrepassata e a questo punto i tre club andranno incontro ad una penalizzazione. Casertana, Catania e Siena non solo non hanno pagato gli ormai famosi F24, ma non hanno pagato nemmeno gli stipendi di gennaio e febbraio. C'è chi si è appellato al momento di crisi attraversato dal club (Catania) e chi alle difficoltà legate al Coronavirus come il Siena e la Casertana.

"Come è sempre accaduto dal mio primo giorno a Siena, sono qua a metterci la faccia, anche se in modo metaforico, per fugare ogni dubbio ed evitare inutili e deleterie chiacchiere - scrive Anna Durio, presidente del Siena sul sito della Robur - Stiamo affrontando, nostro malgrado, un periodo di estrema crisi sanitaria, economica e sociale, e tutto questo sta mettendo in ginocchio e paralizzando numerose realtà imprenditoriali di tutta l’Italia. Non siamo riusciti a rispettare la data per la scadenza degli emolumenti, fissata per la giornata di ieri, lunedì 16 marzo, ma voglio rassicurare tutto il mondo bianconero: sicuramente provvederemo il prima possibile al mantenimento degli impegni presi, continuando come abbiamo sempre fatto attraverso enormi sacrifici. Questa difficoltà ci mette in soggezione, dato che abbiamo sempre lavorato per rendere il Siena una realtà virtuosa, onorando tutte le scadenze del passato ed investendo in tutti i settori. Questo inciampo non crea instabilità societaria, è dovuto essenzialmente al momento di crisi che stiamo affrontando e che mette in difficoltà anche chi, come noi, ha sempre rispettato norme ed impegni. Ribadiamo al massimo la nostra rassicurazione e il nostro impegno nei confronti del mondo senese, nella speranza che tutto si possa risolvere al meglio e nel più breve tempo possibile".

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Il problema è che tra le ltivazioni legate ai mancati pagamenti si è insinuato anche il dubbio di consulenze legali più o meno attendibili che avrebbero invitato, o cercato di invitare, i presidenti a non pagare perchè nel loro diritto non essendoci state partite dal 22 febbraio ad oggi. Al riguardo non è mancata la reazione di Ghirelli, presidente della Lega Pro che ha definito 'sciacalli' tutti coloro che "telefonano a club dicendo che loro hanno trovato la strada per non pagare i calciatori per causa di forza maggiore poiché non si allenano e non giocano".

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L'Arezzo in regola almeno per gli stipendi

Il Cavallino ha rispettato la scadenza almeno per quanto riguarda gli stipendi. Ancora una volta Giorgio La Cava ha messo mano al proprio portafoglio facendo partire i bonifici necessari per coprire le mensilità di gennaio e febbraio. Quasi 300mila euro che il patron ha versato per non incappare in penalizzazioni e rispettare, come fatto fino ad oggi, gli impegni presi. Restano in ballo contributi e le scadenze fiscali che però rientrano nel decreto che ha portato al loro slittamento.

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