Di Donato si sfoga: "Critiche costruite ad arte. Squadra in difficoltà? Prima di parlare guardate i numeri"

Il mister anticipa le domande e non nasconde il proprio disappunto per le critiche mosse alla squadra dopo Lecco. "Lo sappiamo: con la Pergolettese vietato fallire"

 

Un fiume in piena. Di Donato brucia sul tempo le domande della sala stampa alla vigilia della sfida con la Pergolettese che assume i connotati di uno snodo cruciale dopo il ko con la Juve e il pari di Lecco. E proprio dal pari contro i lombardi che inizia la conferenza stampa del mister, che si presenta al tavolo con alcuni appunti.

"Invece delle solite conferenze dove vi ripeto che dobbiamo vincere oggi parlo io - spiega Di Donato - per prima cosa chiedo scusa al Lecco e ai suoi tifosi per aver detto che era vergognoso giocare lì, per i palloni che erano spariti. Non volevo mancare di rispetto a nessuno, ad una società importante come il Lecco con oltre 100 anni di storia e trascorsi anche in serie A. Mi sono lasciato prendere dalla rabbia. Avevo appena discusso con un loro dirigente. Ad ogni modo non deve succedere e chiedo scusa a tutti".

Quindi l'attenzione del mister si spostano sulle analisi della stampa aretina ed è un attacco basato sui numeri che Di Donato si è appuntato in un foglio.

"Qualcuno ha scritto che l'Arezzo sceso in campo a Lecco era 'quasi un'armata Brancaleone'. Certo, nelle ultime tre partite i risultati sono stati sotto le aspettative e sono il primo ad essere arrabbiato perchè due punti sono pochi. Sono il primo a pronto a prendere le proprie responsabilità - aggiunge Di Donato - ma chi parla di un'armata Brancaleone significa che non guarda le partite. La critica deve essere costruttiva invece qui le critiche sono create ad arte per mettere zizzania. Vi riporto qualche dato. Contro la Pianese il nostro possesso palla è stato del 64 per cento, del 53 con la Juve e del 54 con il Lecco. Abbiamo avuto un maggior numero di tiri e un maggior numero di passaggi in avanti riusciti contro queste tre squadre. Vi riporto i dati per riflettere e ve li lascio qui sopra il tavolo così, prima di dare giudizi che per molti sono legati solo al risultato e non alla prestazione. Perchè non abbiamo portato a casa più di due punti? Perchè siamo stati poco cattivi in attacco e disattenti in difesa. Qui però vengono fatti processi alle intenzioni in base alle simpatie".

Ma Di Donato prosegue.

"Sono il primo ad essere arrabbiato. Ai ragazzi ho detto che da qui alla fine l'Arezzo viene prima della famiglia, dei figli, di tutto. Dobbiamo pensare solo al bene dell'Arezzo perchè Di Donato, Cutolo e il presidente passeranno, la maglia amaranto resterà e deve splendere. Andiamo tutti verso un'unica direzione. Ai signori che parlano di 'armata Brancaleone' voglio dire che in questo si offende il mio staff che studia gli avversari e lavora ogni giorni per il bene dell'Arezzo".

Il tecnico poi punta il dito contro chi parla di una squadra che segna e basa il proprio gioco sulle azioni dei singoli.

"Chi dice queste cose dovrebbe vedere i nostri allenamenti. Sapevamo che il Lecco soffriva i traversoni da cui sono nati i nostri due gol. Non sono iniziative dei singoli ma occasioni create. Con il mio staff prepariamo la squadra cercando di metterla nelle migliori condizioni per sfruttare le lacune degli avversari. Ma chi abbiamo di fronte, come noi, lavora per migliorare e se certe occasioni non si creano allora devono essere i giocatori che vanno in campo ad essere bravi nel trovare alternative. I gol presi? E' vero sono tutti simili perchè manca l'attenzione. Siamo una delle squadre più giovani e pecchiamo di esperienza. Giochiamo sempre con quattro o cinque under e i giovani, come possono darti qualcosa di più, possono anche toglierti qualcosa. Nolan? E' un giovane che sta accusando il salto di categoria, ha bisogno del suo tempo".

E intanto domani arriva la Pergolettese per la quale l'Arezzo utilizzerà il consueto 4-4-2 con piccole alternative negli interpreti.

"Non c'è scusa che tenga, non voglio sentir parlare di fatica. Dobbiamo vincere e basta".

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