Gravina: "Serie C in campo solo se potrà applicare i protocolli". I medici dei club minacciano le dimissioni

Il presidente della Figc scrive ai club e l'idea di disputare solo gli spareggi va per la maggiore, ma i medici dicono no alla ripresa

Se ne parla ormai da ore e il tema, oltre a quello della ripresa, interessa il calendario della Lega Pro. Quattro settimane di allenamenti prima di tornare in campo, undici giornate per concludere la regular season e la fase playoff, rendono davvero difficile pensare di poter chiudere la stagione 2019/2020 di terza serie entro il 20 agosto. E tutto ciò senza dimenticare le proteste dei numeri uno dei vari club, compreso Giorgio La Cava.

L'idea che sta prendendo campo, in attesa dell'incontro tra Figc e Ministero dello sport del prossimo 28 maggio, è quella di far disputare uno spareggio ridotto sia per le promozioni che per le retrocessioni. Un dato che emerge anche dalle parole di Gravina, presidente della Figc, che ha inviato una lettera a tutte le squadre di serie C.

"Il percorso che abbiamo tracciato prevede la ripresa regolare del campionato solo se nelle prossime settimane i protocolli sanitari divenissero pienamente applicabili anche in Lega Pro. In caso contrario, se non si potesse ricominciare con il calendario ordinario, come ho ribadito ieri durante la riunione di Consiglio al Presidente Ghirelli e ai consiglieri di Lega Baumgartner e Lo Monaco, individueremo un nuovo format per far disputare in sicurezza, più avanti nel tempo, sia playoff che playout, affinché siano i risultati del campo a determinare le promozioni e le retrocessioni. Solo in ultima istanza, in caso di definitiva interruzione, abbiamo deciso che la definizione della classifica potrà avvenire anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto della organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni".

Quindi se il calendario ordinario non sarà applicabile spazio a un nuovo cammino formato da spareggi promozione e per la retrocessione.

I medici dei club: "No alla ripresa"

La Lamica (Libera Associazione Medici Italiani del Calcio) presieduta dal dottor Castellacci, ha inviato un messaggio quanto mai chiaro agli organi federali dopo la decisione di voler riprendere la serie C. Sono tre, secondo quanto afferma Italpress, i motivi per i quali Lamica considera irricevibile la proposta della ripresa in serie C.

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I test molecolari (tamponi e reagenti) ogni 3 giorni e sierologici settimanali per tutto il gruppo squadra-staff sono sia difficili da recuperare, perchè in quantità ingente, sia eccessivamente costosi per le società di Lega Pro; qualora risulti un Covid-19 positivo, a fronte dell'eliminazione del ritiro obbligatorio rispetto al protocollo precedente, bisogna rilevare che la norma prevede l'isolamento dell'atleta, tamponi per tutti gli altri ogni 48 ore e test sierologici a seguire. Tutta la squadra a questo punto dovrà andare, tra l'altro nell'arco di 24 ore, in ritiro forzato in strutture sportive adeguate che gran parte delle società non hanno a disposizione; in ultimo, non certo per importanza, si segnala che il medico sociale in questa categoria svolge la propria attività principale al di fuori dell'attività sportiva del club di appartenenza. Nella missiva i medici sociali "ribadiscono la massima collaborazione con le società come sempre fatto" e non escludono forme di protesta. Alcuni medici hanno infatti minacciato di dimettersi in caso di ripresa del torneo.

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