Il 25 aprile 2004 la promozione in serie B. E il sogno, non ancora realizzato, della serie A

L'Arezzo calcio festeggia il quindicesimo anniversario di una giornata storica, vissuta al termine di una stagione trionfale. Emozioni e ricordi incancellabili nonostante il tempo che passa

Quindici anni fa l'Arezzo festeggiava la matematica promozione in serie B al termine di un campionato che fu una cavalcata trionfale verso il salto di categoria. E dire che quella stagione era cominciata con la squadra in serie C2 a causa della rovinosa retrocessione dell'anno prima, in un ambiente avvelenato dalle polemiche. 

Per un incredibile concatenazione di eventi, dodici mesi più tardi la contestazione lasciò spazio alla festa, con alcuni protagonisti che passarono dalla polvere all'altare: il presidente Piero Mancini, per esempio, ma anche due calciatori simbolo come Manuel Pasqual e Matteo Serafini.

Il ripescaggio estivo in C1 fu il primo tassello di una grande impresa, figlia del calcio d'avanguardia di Mario Somma e dell'esperienza di mercato del direttore sportivo Vittorio Fioretti, che portò in amaranto un gruppo di giocatori esperti, motivati e di qualità. 

Il resto, nonostante siano passati tre lustri, resta ben saldo nell'immaginario collettivo di una tifoseria che applaudì a scena aperta il portiere Pagotto e il difensore Scotti, il regista Gelsi e il motorino Teodorani, il dribblomane Vigna e il bomber Abbruscato.

Fu un anno di "sold out" al Comunale e di maxi esodi in trasferta, con centinaia e centinaia di tifosi che seguirono la squadra a Lumezzane (in uno scontro diretto stravinto nella nebbia) e Cesena, a Padova e Pistoia, a Reggio Emilia e Ferrara.

Il 25 aprile 2004, dopo il bagno di folla allo stadio, i tifosi si riversarono in massa per le vie del centro storico: avevano appena conquistato la B e sognavano la serie A. La storia poi è andata diversamente, ma le emozioni di quel ventoso pomeriggio restano indimenticabili.

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