Il "vaffa-day" di Pavanel: "Siamo tutti colpevoli. Solo bugie e falsità da persone che vogliono toglierci la nostra passione"

Lo sfogo del tecnico amaranto

 

"Il vaffa-day oggi lo faccio". Massimo Pavanel è un fiume in piena. Il mister si accomoda al tavolo in sala stampa dopo che a parlare è stato il capitano, Davide Moscardelli. Undici minuti quelli utilizzati dal tecnico del Cavallino per raccontare almeno una parte delle difficoltà vissute e soprattutto le tante bugie sentite nei mesi precedenti. Ma non solo.

"Mi associo completamente a quello che hanno detto i giocatori - esordisce Pavanel - prendere in giro a livello umano le persone come è stato fatto in questi mesi è stata una cosa vergognosa. Solo bugie e falsità. Abbiamo incontrato persone che sono venute a raccontare il falso. Ci abbiamo creduto tutti e tutti siamo colpevoli. Colpevoli di avere passione e amare il nostro lavoro. Colpevoli di essere talmente vicini a questa squadra da credere a tutto e tutti. E' questa la nostra colpa". "Troppe cose sono state nascoste - prosegue Pavanel - ad esempio il fatto che i tecnici del settore giovanile da settembre non percepiscono i loro stipendi. E il vivaio era un punto fermo di Matteoni. Non vengono pagati da mesi i magazzinieri che si sono sempre lì a farsi il culo. Non sono state pagate le aziende dei trasporti, i miei ragazzi hanno pagato di tasca loro le visite mediche. Nessuno ha mai detto nulla e c'è una marea di situazioni così. Fa male dentro. I miei giocatori però sono sempre andati in campo facendo grandi partite. Ragionate sulle loro parole. Questo è un ultimo atto di amore poi non si venga a dire che sono mercenari o persone attaccate ai soldi. I soldi qui non contano un cazzo. Quello che abbiamo fatto fino ad oggi è perchè abbiamo voglia di essere lì in campo a sudare, a sentire l'acqua sopra la testa, la neve sulla bocca, l'odore dell'erba tagliata." "Perchè adesso ci devono togliere tutto questo? - chiede Pavanel - perchè permettiamo a questa gente di venire qui a prenderci per il culo? Siamo tutti tremendamente colpevoli. A partire dall'amministrazione comunale che adesso deve farsi sentire. E' il momento degli imprenditori che dicevano di essere pronti a dare una mano. Non andiamo più a toccare i tifosi o che i tifosi tirino fuori un euro. Loro hanno fatto tanto e troppo. Gente che fatica ad arrivare a fine mese ed è venuta ad Olbia in nave con noi e ci segue ogni domenica pagando il biglietto quando poi noi abbiamo regalato posti in tribuna a politici che sono venuti a fare la passerella. E' una roba scandalosa. E' ora di dire basta". "Sempre disposti a mettere il tappeto rosso e poi si prendono gioco dell'anima passionale che abbiamo tutti noi - aggiunge Pavanel - il vaffa day lo faccio io, affanculo tutti. Non è possibile venire a chiamati amico da certe persone. Sapete cosa significa parola amicizia? Con un certo modo di parlare ha permesso a tutti e anche a voi (rivolgendosi ai giornalisti, ndr) di entrare in empatia, mettendovi in difficoltà e facendovi perdere oggettività. Non si gioca così sulla pelle di persone che hanno famiglia. Io sarò con la mia squadra e i miei ragazzi fino in fondo. Alcuni di loro a gennaio potevano andar via per guadagnare anche 20mila euro in più. Sono rimasti dicendomi che fossero partiti non sarebbero arrivati altri giocatori per sostituirli.
Mi avete fatto sentire come l'allenatore più forte del mondo - confessa Pavanel - e invece non sono niente. E' l'ora di dire basta a certi personaggi, dovete fare uno sbarramento. Difendete la vostra passione. Ricordate: c'è sempre un piano B. Impegniamoci tutti perchè si realizzi".

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