Il modello Bibbiena: dalle giovanili arriva oltre la metà dei giocatori per la prima squadra

Una età media tra le più basse e giovani cresciuti nel vivaio. Il modello del Bibbiena dove anche lo statuto impone di puntare su giocatori “cresciuti in casa”.

Matteo Marzotti
Matteo Marzotti
Invia per email  |  Stampa  |   12 settembre 2018 17:04  |  Pubblicato in Sport, Calcio


Puntare sui giovani del vivaio“. Una frase che va di moda e che viene spesso abusata più che utilizzata. Qualsiasi direttore sportivo o presidente ad inizio stagione promette che il progetto calcistico sarà incentrato sui giovani costruiti in casa per ottenere successi e raggiungere i propri traguardi. Poi il progetto si scontra con la realtà e in molti corrono ai ripari. Ci sono eccezioni a livello professionistico e tra i dilettanti, anche ad Arezzo.

Vedere per credere il modello Bibbiena. La società nata nel 2000 oggi è il serbatoio più importante del Casentino. Sicuramente agevolata dalla geografia anche se alla fine il coraggio di inserire quell’articolo specifico nel proprio statuto ha influito e non poco.

Dalle parole ai fatti. In questi primi 18 anni di attività ecco la partecipazioni a campionati Elite, l’ampliamento delle strutture con la creazione di un nuovo campo a Bibbiena stazione e altri progetti.

4/5 dei giocatori che compongono la prima squadra devono essere cresciuti nel vivaio dell’Associazione Calcio Bibbiena“. E se poi il presidente Rosadini sottolinea come la maggior parte dei ragazzi sono del Casentino, altri di Arezzo, crescono letteralmente con il Bibbiena viene automatico pensare alla politica dell’Athletic Bilbao.

Noi vogliamo e dobbiamo rispettare la nostra norma – risponde Rosadini – quest’anno il giocatore più anziano è un classe 1990, poi in rosa ci sono 2000 e 2001 cresciuti nel nostro settore giovanile. Come è nata questa politica? Le risorse sono quelle che sono, meglio puntare sui propri ragazzi“.

E i risultati sono tutti dalla parte del Bibbiena. Allievi B nel girone di merito, Juniores e Giovanissimi nei campionati Elite e poi quella prima squadra con una delle età medie più basse, ma soprattutto con tanti giovani cresciuti in casa.

La Promozione è una dimensione alla nostra portata – commenta il presidente Rosadini – l’obiettivo? La salvezza e poi mi auguro di poter riportare anche gli Allievi tra gli Elite“.

D’altronde il vivaio resta sempre al primo posto, come impone lo statuto.



Twitter @MatteoMarzotti @NicolaBrandini

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