L'avversario | Non solo Tavano e Maccarone: così la Carrarese punta alla serie B

Una rosa più esperta ma sempre di qualità per una Carrarese che punta alla B, pensando fin da ora ai playoff

L'esultanza della Carrarese [foto Facebook Carrarese Calcio]

"Il sogno della Carrarese è la serie B. Il Monza però è una fuori serie, cerchiamo di arrivare subito dietro per disputare meno partite possibili nei playoff". Un concetto quanto mai chiaro quello espresso a Radio Sportiva da Gianluca Berti, ex portiere con trascorsi nel Genoa e non solo, oggi direttore generale di una Carrarese reduce dal pari del Brianteo proprio contro il Monza.

La rinascita del 2016 e il ritorno di Oppicelli

Nel 2016 il rapporto tra i due principali azionisti, Gianluigi Buffon e Raffaele Tartaglia, arrivò ai ferri corti con il club che rischiò la ripartenza dai dilettanti. Fu merito del sindaco Zubbani e dell’assessore Benedini se la Carrarese è poi riuscita a ripartire. Primo cittadino e assessore costituirono una nuova società con l'aiuto anche dei locali imprenditori del marmo che poi rilevarono il titolo sportivo. Nel giugno del 2017 Fabio Oppicelli, imprenditore genovese già presidente della Carrarese tra il 2008 e il 2012, è tornato al timone del club che resta comunque legato al mondo dell'imprenditoria del marmo. Insieme a lui ecco il ritorno dopo 20 anni di Silvio Baldini in panchina.

Baldini: "Alleno gratis e per amore del pallone"

In panchina per la terza stagione di fila siede Silvio Baldini, classe 1958, originario di Massa che proprio a Carrara in C1 (tra il 1995 e il 1997) si fece notare per poi approdare in B al Chievo, salendo fino alla serie A. Proprio nella massima serie (2007/2008) reagì alle parole del collega Di Carlo colpendolo con un calcio nel sedere e rimediando cinque giornate. A Carrara è tornato nel 2017 dopo sei anni di inattività con un accordo molto particolare. Baldini allena gratis ed è previsto un compenso solo in caso di promozione.
Toscano schietto e verace lo è anche nel modo di allenare e interpretare il calcio con una filosofia offensiva e che non disdegna lo spettacolo.

Rosa esperta e con qualità

In estate sono partiti l'aretino Ricci e Rosaia (entrambi a Cesena), Miele è passato al Messina, via l'ex amaranto Borra oltre a Piscopo, Scaglia e Biasci che lo scorso con una doppietta all'Arezzo fu il protagonista della sfida di Carrara. In entrata la Carrarese ha puntato non solo su giovani ma, vista anche la normativa che ha eliminito la lista over, ecco una serie di giocatori esperti per la categoria. Vedi ad esempio il mediano Lorenzo Pasciuti (1989) ex Carpi, l'esterno offensivo Elio Calderini (31 anni) cresciuto nell'Arezzo ed ex Sangio, ma anche i difensori Conson e Ciancio, oltre a Mignanelli (ex Viterbese). In attacco Giuseppe Caccavallo, rientrato a Venezia dopo il prestito, è tornato a titolo gratuito mentre dal Teramo ecco Saveriano Infantino, 33 anni e con uno score di oltre 60 gol in C.

4-2-3-1 base di partenza. L'attacco è tra i migliori del girone

Salvo sorprese Baldini punterà su tre giocatori alle spalle di un terminale offensivo. Un modulo che in corsa può cambiare e passare senza problemi al 4-3-3 o al 4-4-2 come accaduto ad esempio contro Lecco e Monza. Contro l'Arezzo difficilmente potrà essere recuperato Caccavallo (infortunio al piede). La formazione tipo vedrà Forte in porta con la linea difensiva formata da Cianco, Conson, uno tra Murolo e Tedeschi e Mignanelli a sinistra. Centrocampo con Cardoselli e Pasciuti a protezione della difesa e poi il tridente con Valente, Foresta o Tavano, Manneh o Calderini, alle spalle di Infantino già autore di sei gol.
E' una squadra di qualità che gioca palla a terra puntando sulla velocità e sull'estro dei singoli, in particolare di chi si muove a supporto del centravanti. Dietro però concede qualcosa.
Quello della Carrarese è infatti il secondo miglior attacco del girone con 23 gol mentre il dato delle reti incassate parla di 17 gol (gli stessi dell'Arezzo). In casa ha ottenuto 13 punti dei 23 totali frutto di quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta maturata lo scorso 3 novembre contro il Lecco.

I precedenti

Pensare a Carrara fa tornare in mente l'impresa dei ragazzi di Massimo Pavanel che allo Stadio dei Marmi trionfarono nella battaglia totale con il gol di Cellini quasi allo scadere. Ma Carrara è anche lo stadio in cui l'AC Arezzo di Piero Mancini (all'epoca patron del Cavallino) conquistò la salvezza il 26 maggio 2002 ribaltando il risultato del playout di andata: da 1-2 per i marmiferi a 3-0 per l'Arezzo.
Prendendo in esame solo gli ultimi precedenti nella nuova Lega Pro il bilancio è di tre vittorie Arezzo, un pareggio e un successo della Carrarese. Nella stagione 2015/2016 il confronto terminò 1-1 con le reti di Cais e Tremolada. La stagione successiva le due formazioni si affrontarono in Tim Cup con vittoria dell'Arezzo di Sottili (in maglia rosa) per 2-1 ai supplementari (Sirri, Tutino, di nuovo Sirri).
Pochi giorni dopo in campionato altra vittoria del Cavallino per 3-1: dopo l'autogol di Corradi arrivò la doppietta di Grossi e la rete di Polidori. Ecco poi il successo di misura del 5 maggio firmato Cellini su assist di Moscardelli mentre lo scorso marzo i marmiferi si imposero per 3-0 con doppietta di Biasci e gol di Rosaia.

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