Calcio, basket e pallavolo: si ferma tutto lo sport. La Uisp: "Stop fino ad aprile"

Federazioni, società, enti di promozione sportiva con l'emanazione del decreto hanno preferito fermarsi piuttosto che andare avanti a porte chiuse

Già ieri sera, a pochi minuti dall'emanazione del decreto per contrastare il Coronavirus, era stato un susseguirsi di post e commenti sui social e via sms. Il mondo sportivo - prendendo in esame alcune discipline tra le più praticate - si era subito interrogato chiedendo se fosse giusto chiudere scuole e università, e lasciare alle società sportiva la possibilità di proseguire la propria routine seppur svolgendo attività a porte chiuse e soprattutto monitorando gli atleti.

"[...] le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus Covid-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d)".

Il Coronavirus ferma anche i dilettanti: attività sospesa dalla D alla Terza. Stop per le giovanili

Il problema porte chiuse e quello medico

Il decreto dava la possibilità di proseguire i campionati ma c'erano due ostacoli particolarmente grossi da superare. Se i professionisti possono contare sull'apporto di staff medici, i dilettanti (calcio, volley e basket) senza considerare i settori giovanili molto spesso hanno a disposizione nel proprio organigramma personale specializzato ma non medici. Effettuare controlli in tempi poi così ridotti (dal giovedì alla domenica) sarebbe stato veramente difficile. Per non parlare poi del lato economico e non legato solamente alla presenza di un medico al seguito della squadra.

Serie C, arriva l'ufficialità: in campo senza tifosi fino al 3 aprile

"Domenica abbiamo lo scontro diretto in casa. Allo stadio sarebbero venute almeno 200 personeSe ci fanno giocare senza pubblico non sanno mica cosa vuol dire per noiin categorie come queste anche l'incasso di una partita fa la differenza" ha confessato il presidente di una realtà di Prima categoria questa mattina, quando ancora lo spettro delle 'porte chiuse' aleggiava sul calcio aretino e non solo. Un pensiero comune a tante formazioni che rientrano alla voce 'dilettanti' dove il presidente non è certo un mecenate, un industriale o un multimilionario a capo di un fondo di investimenti. Nella maggior parte dei casi si tratta sì di imprenditori, ma con in testa come primo pensiero quello di portare avanti l'azienda di famiglia e poi il calcio come hobby. Ad oggi si parla di riprendere il cammino il 22 marzo, ma l'emergenza sarà ancora concreta? Di sicuro sarà attivo ancora il decreto con tutte le sue restrizioni, almeno fino al 3 aprile.

Così calcio, basket e volley ad Arezzo

La Lega Pro, quindi la Società Sportiva Arezzo, tornerà in campo dal 15 marzo ma senza tifosi al seguito fino al 3 aprile. I tifosi amaranto salteranno il tour de force del Cavallino compreso anche il derby casalingo con il Siena che ovviamente incide e non poco a livello economico. Si ferma completamente nell'Aretino il volley sia a livello dilettantistico che giovanile. Fermi il calcio giovanile e dilettantistico. Stop a tutta l'attività dell'Amen Scuola Basket  e della Fides che hanno praticamente messo i lucchetti ai rispettivi impianti per due settimane. Il 16 marzo, quando ripariranno le scuole, se ne riparlerà, sperando che l'incubo possa iniziare a scomparire. Si ferma anchela ginnastica. Attività sospesain ogni palestra per la Petrarca.

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Stop anche per la Uisp. L'ente di promozione sportiva ha deciso di interrompere qualsiasi tipo di attività. Il calcio a 11, a cinque e a sette, maschile e femminile, si ferma fino al 3 aprile quando riprenderà con il calendario interrotto dalla data di oggi.

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