Arezzo-Pro Piacenza: sfida inedita, moduli adattabili e le scelte di Sottili

Per la prima volta nella sua storia l’Arezzo affronta la Pro Piacenza. Al Comunale tornano gli ex Bazzoffia e Pugliese. Piacentini con il 5-3-2 ma nelle ultime giornate hanno cambiato spesso modulo. Sottili orientato sul 4-4-2. Impossibile pensare ad un Arezzo senza Polidori al momento.

Matteo Marzotti
Matteo Marzotti
Invia per email  |  Stampa  |   28 settembre 2016 12:46  |  Pubblicato in Sport, Calcio


E’ una sfida inedita quella tra Arezzo e Pro Piacenza. Inedita come l’orario perché gli amaranto scenderanno per la prima volta in stagione alle 14:30.

Fulvio Pea
Fulvio Pea

Tre moduli diversi nelle ultime tre partite. E’ il primo dato che emerge nello scorrere gli ultimi tabellini dei rossoneri di Fulvio Pea, tecnico conoscitore della categoria. Contro il Renate ecco un 4-3-1-2, contro l’Olbia un 4-3-2-1 e poi un 5-3-2 per affrontare il Pontedera che ha visto la Pro Piacenza tornare al successo dopo due turni. Una squadra giovane che ha nel portiere Fumagalli, nel centrale di difesa Bini e nel mediano Cavalli gli uomini più esperti e navigati.

Occhio agli ex come il centrocampista Mario Pugliese classe 1996, la scorsa stagione in amaranto con 15 presenze e poi a Daniele Bazzoffia. Sulle spalle del classe ’88, cresciuto nelle giovanili amaranto insieme a un certo Andrea Ranocchia, sarà il peso dell’attacco rossonero visto che mancherà per squalifica il centravanti Pesenti prelevato dall’Albinoleffe.

Bazzoffia in azione
Bazzoffia in azione

Probabile se non scontato l’utilizzo del 5-3-2 anche contro l’Arezzo. Un modulo che potrebbe essere la soluzione finale vista l’assenza di Pesenti e per sfruttare le ripartenze e in primis la velocità di Bazzoffia.

Le scelte di Sottili. Proseguire sul 4-3-1-2, tornare al 4-2-3-1 o lanciare il 4-4-2. Sono i dubbi o per meglio dire le possibilità di Stefano Sottili. Partiamo dal primo. Il 4-3-1-2 usato a Lucca doveva prevenire le giocate di un play basso nello schieramento di Galderisi. Come è andata a finire si è visto: mediana in linea con un uomo su Erpen e uno su De Feudis per togliere l’impostazione agli amaranto costretti così al lancio lungo. Un modulo che ha mostrato più luci che ombre ma che non è stato certo accantonato.

Il classico 4-4-2 anche se con esterni decisamente offensivi ha permesso a Sottili di tenere in campo sia capitan Moscardelli che Polidori. Foglia è tornato al centro della manovra e sulla destra Arcidiacono ha dato la scossa.

L'abbraccio tra Polidori e Moscardelli
L’abbraccio tra Polidori e Moscardelli

C’è da dire però che ad oggi Yamga e Arcidiacono, entrambi mancini, quando erano contemporaneamente impiegati sul terreno di gioco non sono riusciti a spingere in egual misura, quasi andando in alternanza. A Lucca l’ex Foggia è stato una spina nel fianco, Yamga più imbrigliato. Vista la difesa a cinque dei piacentini un modulo offensivo oltre che nell’atteggiamento sarà la soluzione migliore per puntare ai 3 punti.

In attacco c’è abbondanza, in termini numerici si intende. Giocare con due punte toglierebbe almeno dall’inizio Erpen e Grossi, qualora riuscisse a tornare a disposizione per domenica. Giocare con il 4-2-3-1 significherebbe o spostare Moscardelli dietro a Polidori oppure rinunciare al capitano. Già perché i numeri di Alessandro Polidori parlano chiaro: 342′ giocati, tre gol, tre assist e un rigore procurato oltre a una traversa e due pali.
Difficile privarsi di un attaccante soprattutto quando segna così.

Twitter @MatteoMarzotti

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