Bennati: "La vittoria sugli Champs-Élysées indimenticabile. Vorrei restare nel ciclismo"

Le prime parole del ciclista dopo il ritiro. Le vittorie, le persone più importanti nella sua carriera e il futuro. Così Daniele Bennati saluta le corse ma non il ciclismo

Daniele Bennati sul podio degli Champs-Élysées [foto Amaranto Magazine]

"E' una decisione che è maturata nelle ultime settimaneCosa farò adessoMagari una vacanza". Daniele Bennati lascia il mondo del ciclismo. Una notizia che di fatto segue a poche settimane di distanza quella di Rinaldo Nocentini. Daniele ha detto basta a causa dei problemi alla schiena in seguito alla caduta di cui è stato purtroppo protagonista a inizio stagione. 

"E' una decisione dovuta al fatto che la schiena mi ha dato problemi - spiega il 39enne - ho cercato di capire prima di tutto se potevo proseguire seguendo un certo programma. Purtroppo non è stato possibile e così dopo alcune visite di controllo nelle ultime settimane ho iniziato a pensare al ritiro".

Quanto è stato difficile prendere questa decisione?

"Diciamo che ci sono arrivato gradualmente - prosegue Bennati - sicuramente sarebbe stato difficile tornare su certi livelli dopo un infortunio come quello che ho patito. Sono comunque contento e orgoglio di quello che ho fatto nella mia carriera. Adesso per me inizia una nuova avventura".

Hai già deciso cosa farai da domani?

"Magari mi concederò una bella e meritata vacanza. Poi dovrò pensare a cosa fare. Il ciclismo è la mia vita e vorrei restare in questo mondo, ma non chiedermi in quale veste o con quale progetto perchè devo fermarmi e valutare attentamente tutto quanto".

Ti piacerebbe però seguire i giovani?

"Non lo so ancora cosa farò, adesso è prematuro anche se magari affianciare giovani ciclisti potrebbe essere una bella esperienza. Al momento ci sono alcune situazioni in ballo sulle quali devo riflettere".

Una carriera da velocista prima e poi al servizio dei capitani. Riavvolgendo il nastro a quale vittoria sei rimasto più legato?

"Senza dubbio quella di Parigi nella tappa del Tour de France. Il podio sugli Champs-Élysées è stato qualcosa di unico. Però ogni vittoria ti lascia qualcosa di particolare. Penso a quelle al Giro d'Italia, la maglia ciclamino, la Vuelta. Sono contento di quanto ho raccolto in carriera".

C'è una persona in particolare che vorresti ringraziare che ha avuto un ruolo particolare nella mia carriera?

"Sono tante, l'elenco credimi che sarebbe davvero lungo e magari rischierei anche di dimenticare qualcuno - confessa Bennati - però un grazie lo devo sicuramente alla mia famiglia, ai miei genitori, a mia moglie e a mio figlio. Sono stati il mio punto di riferimento e la mia forza".

I tuoi colleghi come hanno reagito quando hanno saputo che tra pochi mesi non ti vedranno più in gruppo?

"Ho il cellulare in tilt. Non sono riuscito ancora a rispondere a tutti. Tanti compagni di squadra ma anche colleghi di altri di team mi hanno scritto oltre a tifosi. Fa davvero piacere".

Bennati che consiglio darebbe alle nuove leve del ciclismo aretino per arrivare in alto?

"In qualsiasi sport, ma anche nella vita di tutti i giorni, è la passione che fa la differenza. Così è nel ciclismo dove però occorre anche sacrificio oltre a qualità per emergere. Se mi chiedessero cosa serve per emergere direi ai ragazzi proprio questo: passione e sacrificio".

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