"Samuele da due anni è con la Steels". Il padre chiarisce dopo le polemiche

Samuele Pecorari è da due anni un pilota del team Steels Motocross. A dichiararlo è direttamente il padre che chiarisce le polemiche tra Steels e Moto Club Adventures.

Samuele Pecorari è da due anni un pilota del team Steels Motocross. A dichiararlo è direttamente il padre, Stefano Pecorari, che fa chiarezza sulle polemiche tra la stessa Steels e il Moto Club Adventures di Anghiari relative all’appartenenza del giovane pilota che a settembre si è laureato campione toscano enduro. Arriva direttamene dalla famiglia la spiegazione relativa alle parole dell’Adventures che, con una nota del suo presidente, ha denunciato la presunta diffusione di notizie fuorvianti da parte della Steels che si sarebbe indebitamente appropriata dei risultati del pilota.
Pecorari era effettivamente tesserato con il Moto Club Adventures di Anghiari, ma ha corso nelle manifestazioni regionali e nazionali con il supporto della Steels che ha fornito maglie di gara, assistenza tecnica alla moto e preparazione curata dal tecnico Andrea Botti. Queste situazioni sono frequenti nel motociclismo dove il tesseramento e il team possono non corrispondere: tra gli altri piloti della Steels, ad esempio, Morgan Bennati e Samuele Chiantini sono tesserati con il Motoclub Associazione Motociclistica Aretina. Pecorari, nato nel 2006, ha dunque un contratto con la Steels attivo ormai dal 2016 e nelle ultime stagioni ha corso indossandone i colori. Qualche settimana fa, tra l’altro, ha vissuto un raduno federale con i Piloti di Interesse Nazionale e, anche in quell’occasione tanto importante, è sceso in pista come pilota del team di Botti. Nel frattempo, il babbo del centauro ha smentito che il pilota nel 2019 sarà ancora tesserato con il Moto Club Adventures, ribadendo invece la fedeltà alla Steels. «Con la famiglia - commenta Botti, - abbiamo rinnovato la volontà di vivere un’altra stagione insieme. Il Moto Club Adventures, che ha dichiarato che noi non c’entriamo niente con Pecorari, sulla propria pagina facebook ha pubblicato foto in cui il ragazzo corre con noi, in cui sono ben visibili i nostri colori e il nostro marchio. Visto il danno di immagine al nostro team, stiamo valutando se procedere per vie legali per una doverosa forma di tutela».

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