Arezzo fa scuola: termoscanner e semafori, l'Itis diventa anti-Covid grazie a Saima

Un'alleanza tra scuola e industria fa di Arezzo una città sperimentale per la sicurezza sanitaria all'interno degli istituti scolastici, costruendo un modello che verrà “copiato” in tutta Italia

Un'alleanza tra scuola e industria fa di Arezzo una città sperimentale per la sicurezza sanitaria all'interno degli istituti scolastici, costruendo un modello che verrà “copiato” in tutta Italia. Il risultato è stato raggiunto grazie al preside dell'Itis “Galileo Galilei” Alessandro Artini e all'azienda Saima, che fin dall'esame di maturità doterà l'istituto di veri e propri presìdi di sicurezza per contrastare il contagio. Si tratta di misuratori di temperatura diffusi per monitorare gli ingressi di alunni, docenti, personale scolastico, genitori, a cui si aggiungono semafori nei bagni e nelle zone di maggior frequentazione, così da regolare le entrate e le uscite evitando promiscuità ed assembramenti: a questi si aggiungono innovativi pendagli che suonano là dove il distanziamento sociale non viene rispettato.

“Sono molto lieto di questa collaborazione con Saima che è, suggerirebbe il sociologo De Rita, una 'multinazionale tascabile' del nostro territorio”, dichiara Alessandro Artini, preside Itis Galileo Galilei. “Si tratta, infatti, di un’azienda conosciuta in tutto il mondo. Ovviamente, le apparecchiature 'intelligenti' da essa proposte non sono tali da eludere il rischio di contagio, ma sono senz’altro atte a mitigarlo. Durante l’esame di Stato, unitamente ai tecnici di Saima, verificheremo, nel pieno rispetto della privacy, il loro funzionamento all’interno di un’organizzazione complessa come quella scolastica. Ciò facendo, ci prepariamo a un’eventuale riapertura della scuola a settembre”.

“Il cambio generazionale in Saima – conferma il presidente Paolo Moretti - conta ancora e sempre di più sui giovani: soprattutto per loro, infatti non sarà facile cambiare certe abitudini e pensare ad un nuovo stile di vita. Ma dovranno farlo per il bene di tutti e per dimostrare un reale rispetto per sé stessi e per gli altri. I tempi di Coronavirus hanno messo alla prova l’ufficio progettazione di Saima che ha risposto con prodotti innovativi anti covid 19. Saima, guardando al bene comune, ha pensato alle scuole, ai giovani e all’importanza della loro protezione e sicurezza: è urgente contingentare e regolare il flusso degli studenti a scuola in modo che il loro ingresso non debba somigliare a un mare in piena ma sia invece una vera dimostrazione di educazione e reale senso civico. Per questo – conclude – abbiamo fornito l‘Itis con i nostri dispositivi più innovativi. Il futuro è già oggi, anche a scuola, e Saima da sempre progetta per la sicurezza e il rispetto dell’individuo”.

“Siamo molto orgogliosi di questo progetto sperimentale che, oltre a fare di Arezzo una città all'avanguardia nel campo della sicurezza sanitaria, dimostra tre punti di forza. A cominciare dalle scuole aretine, che rappresentano veri e propri luoghi di eccellenza e di sperimentazione; con questo progetto l'Itis, che già negli anni si è posizionato come istituto guida nel suo settore, fa un altro importante passo in avanti che lo consolida come scuola modello, risultato per il quale dobbiamo ringraziare tutto il personale e la lungimiranza del preside Artini”, commentano il sindaco Alessandro Ghinelli e l'assessore alla Scuola Lucia Tanti.

“Segue la conferma di un tessuto produttivo aretino che dimostra la propria vitalità e la propria capacità di trovare soluzioni innovative al servizio della comunità; Saima, con questa operazione, ha dimostrato non solo di essere un'azienda leader ma anche di essere un'azienda con un forte spirito sociale, avendo messo la propria capacità al servizio di uno dei settori più strategici quale è la scuola.

Infine, Arezzo dimostra di essere una città veramente e pienamente consapevole del momento storico che stiamo attraversando. Fin dall'inizio abbiamo compreso che l'emergenza sanitaria avrebbe stravolto le nostre vite e avrebbe richiesto azioni forti di sicurezza e di contrasto alla pandemia. Oggi, nella fase 2, siamo stati i più convinti sostenitori che non è ancora il tempo della normalità ma è il tempo delle soluzioni intelligenti e innovative che unite al buon senso e alla prudenza ci permetteranno di passare, speriamo il più presto possibile, alla fase 3. Il coronavirus ancora c'è, non è sconfitto, non è archiviato, certo è indebolito, ma nulla sarebbe più grave dell'abbassare la guardia.

Questo ingegno e questa capacità ci dicono due cose: la prima è che con l'intelligenza si può affrontare ogni sfida, la seconda è che questo nuovo mondo inatteso durerà per lungo tempo, e quindi dobbiamo imparare a conviverci in sicurezza, pianificando azioni di contenimento ma che al contempo consentano di garantire lo svolgimento di tutte le forme di organizzazione sociale, in particolare di quelle fondamentali alla ripartenza di questa città e di questa nazione”, concludono sindaco e assessore.

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