Scuole aperte e mense: si può fare. Task force al lavoro e progetti aretini

Dalla puntata di Prisma - Fase 2 l'approfondimento sulle mense scolastiche che ad Arezzo avranno il loro banco di prova con i centri estivi

 

E' possibile pensare all'apertura delle scuole con il servizio mensa a settembre? Questa la domanda che si pongono i genitori, ma anche le istituzioni, alla ricerca di risposte sul come farlo in sicurezza scartabellando tra le linee guida, le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, le prime direttive del governo per i servizi all'infanzia.

A questo tema ha iniziato a lavorare da alcune settimane Foodinsider, l'osservatorio nazionale delle mense scolastiche che ha messo insieme una task force multidisciplinare per dare una risposta proprio alla domanda. "Si parlava poco di scuola e per niente di mense - dichiara Claudia Paltrinieri direttrice dell'osservatorio - mentre si parla di più di calcio noi abbiamo voluto rimettere al centro la mensa scolastica nell'agenda politica. Abbiamo messo insieme i massimi esperti e creato la task force che la settimana scorsa ha incontrato il sottosegretario all'istruzione al quale abbiamo portato la nostra riflessione e una prima risposta: sì, la mensa non solo è fattibile, con scenari diversi a seconda delle diverse realtà, ma come abbiamo sentito dire dal professor Bianchi, a capo della task force governativa sulla scuola, questa potrebbe essere un'opportunità."

Ad Arezzo sono 12 le cucine interne a singole strutture scolastiche che servono in tutto 47 plessi. E saranno aperte dal 15 giugno per i centri estivi e questo rappresenterà un primo importante banco di prova. 

"Noi ci stiamo organizzando in queste ore per la prima importante scadenza da rispettare che è l'apertura dei campi estivi il 15 di giugno - ha spiegato l'assessore Lucia Tanti - per dare servizi alle famiglie senza far mancare la mensa. Per il periodo dal 15 giugno noi metteremo a disposizione tutti gli immobili della città di Arezzo a titolo gratuito, dai nidi alle materne, dalle elementari alle medie per associazioni, privati, cooperative, con percorsi ludico ricreativi ma con valenza educativa in tutte le 47 scuole dove è già stata calcolata la riparametrazione in base agli spazi. Con esse sono a dispozione le 12 cucine."

Verso cosa si va incontro? Non a plexiglass che dividono i tavoli, non a cartoni che impediscono ai bambini anche solo di vedersi. Le possibilità variegate che si stanno progettando in alcune zone d'Italia parlano di scuola diffusa nel territorio, di utilizzo di spazi pubblici diversi, come chiese, musei, biblioteche dove poter fare esperienze didattiche e allo stesso tempo trovare luoghi ampi dove poter garantire il distanziamento richiesto per motivi di sicurezza sanitaria.

"Sarà possibile far ripartire la mensa, c'è sicuramente bisogno di fare degli adattamenti in base ai criteri di sicurezza - ha affermato Paltrinieri - ma in realtà la mensa scolastica non ha alibi e non per poter fornire il piatto freddo o il piatto unico, perché finora abbiamo sentito parlare solo di questo come se ancora ci fosse bisogno di scalare sulla qualità del pasto e derogare ai parametri. Noi abbiamo voluto verificare e questo non è richiesto, la qualità è ancora più importante perché c'è da tenere conto che quel pasto a scuola per molti bambini sarà l'unico dignitoso che potranno fare nell'arco della giornata ed è nostro dovere che sia sano, buono e appetibile."

Insomma anche la mensa strumento didattico che nel contesto scolastico ha la funzione di abbattere le diversità socio economiche delle famiglie. Un servizio dal quale non si può prescindere.

"Per questo a livello nazionale sarà importante che venga confermato anche l'orario del tempo pieno al rientro a scuola a settembre" ha spiegato la direttrice di Foodinsider. Il ruolo dei gestori, quello del personale addetto alle mense, in attesa di conoscere il propro destino, sarà ancora più importante.

Campi estivi al via il 15 giugno, spazi gratuiti e cucine a chi presenterà progetti. Restano chiusi i Cas“
 

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