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Fase 2 bis tra colazioni al bar, messe, mascherine e controllo elettronico della temperatura

Un viaggio nell'Arezzo post lockdown a bordo dei mezzi pubblici e a spasso per una città che torna, cautamente e timidamente, alla normalità

 

Le saracinesche alzate, il cuore a mille e quel guizzo negli occhi tipico di chi, per la prima volta in vita sua, affronta una situazione del tutto nuova e inaspettata. Se è vero che in questi mesi tutti hanno imparato senza grosso sforzo a fare la fila per accedere ai negozi e rispettare la distanza di scurezza, ecco che, da oggi, quella "normalità" fatta di attese, code e di rientri repentini presso le proprie abitazioni si è leggermente indirizzata verso un nuovo percorso. 

La fase 2 bis, ovvero la terza settimana dopo il lockdown Coronavirus, è partita. Parrucchieri, centri estetici, negozi, profumerie, bar, ristoranti ed esercizi commerciali hanno potuto riaprire i battenti. Per farlo sono state adottate delle direttive definite dal governo e dalle singole regioni dopo lunghissimi e complicati faccia a faccia. In estremissima sintesi gli obblighi indicati riguardano: distanza interpersonale, sanificazione degli ambienti e della merce, utilizzo dei dispositivi di protezione personale.

Tra le attività che hanno ripreso ci sono anche le funzioni religiose. Oggi per la prima volta l'arcivescovo di Arezzo, Riccado Fontana, ha celebrato messa alla presenza di fedeli. La Toscana, in linea con le indicazioni del Governo, ha redatto un'ordinanza, la numero 57, dove viene reso noto il calendario delle riaperture. Se da oggi infatti potranno riaprire la stragrande maggioranza dei negozi, gli spostamenti dentro alla regione sono consentiti senza autocertificazione e potranno essere incontrati anche gli amici, è anche vero che molti ambiti della vita quotidiana restano in stand by. Soltanto dal 25 maggio potranno riaprire le palestre, le piscine e i centri sportivi. Dal 15 giugno sarà invece il turno di cinema e teatri, e cominceranno una serie di offerte ricreative per i bambini.

Spostamenti in altre regioni e Paesi esteri

Fino al 2 giugno ci si potrà muovere da una regione all’altra solo per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza; dal 3 giugno sarà possibile muoversi da e per l’estero; continuano ovviamente a valere le misure restrittive internazionali e comunitarie, e, quindi, anche quelle che limitano gli ingressi in Paesi esteri dall’Italia; sempre dal 3 giugno si potrà entrare in Italia e, quindi, anche in Toscana da Paesi dell’Unione Europea senza l’obbligo di 14 giorni di quarantena; è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione, residenza in Toscana solo per coloro che hanno sul territorio regionale il proprio medico di medicina generale o il pediatra di famiglia; non è, pertanto, consentito il rientro in Toscana verso le seconde case utilizzate per vacanze.

Attività sportive

Fino al 24 maggio è consentito lo svolgimento delle attività sportive in forma individuale, compresi il tennis e il golf, anche in impianti pubblici o privati e all’interno di strutture e circoli sportivi, se svolte in spazi all’aperto, che consentano nello svolgimento dell’attività il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 2 metri. Resta sospesa fino al 24 maggio, ogni altra attività collegata all’utilizzo delle strutture, compreso l’utilizzo di spogliatoi, palestre, piscine, luoghi di socializzazione.

Funzioni religiose

Da lunedì 18 maggio possono riprendere le funzioni religiose, seguendo i regolamenti appositi approvati dal Governo nei giorni scorsi.

L'arcivescovo Riccardo Fontana apre la cattedrale: prima messa insieme ai fedeli

Obblighi

Continua a valere l’obbligo di isolamento domiciliare o in albergo sanitario per le persone risultate positive al Coronavirus o per i loro contatti stretti, se deciso dalle autorità sanitarie; continuano a essere vietati gli assembramenti di persone in spazi chiusi e aperti, sia pubblici che privati aperti al pubblico; viene pertanto confermata la distanza interpersonale minima di almeno un metro, salvo che per lo svolgimento delle attività sportive, raccomandando tuttavia per una migliore tutela della salute propria e della collettività, in presenza di più persone, di adottare un distanziamento interpersonale di almeno 1,80 m; uso della mascherina obbligatorio in spazi chiusi, pubblici e privati aperti al pubblico, oltre che nei mezzi di trasporto pubblico locale, nei servizi non di linea taxi e noleggio con conducente; e nel caso non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale. L’uso delle mascherine non è obbligatorio per i bambini al di sotto dei sei anni, per i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e per le persone conviventi; i sindaci possono chiudere aree in cui non è possibile garantire il distanziamento sociale.

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