Lo zaino del soldato canadese sarà esposto in un museo: l'emozione della figlia quando ha ricevuto il pacco dall'Italia

Una storia a lieto fine quella riscritta dal giovane collezionista Lorenzo Campus che, dopo aver acquistato il cimelio, ha deciso di riconsegnarlo alla famiglia. Ha preso il via così una indagine che ha portato fino alla figlia del soldato

Il cerchio si è chiuso. La figlia è tornata in possesso dello zaino perso dal padre. E adesso, dopo la comprensibile ondata di emozione che l'ha travolta, ha deciso di donarlo al museo della sua città affinché il cimelio venga esposto. Si è conclusa proprio in questi giorni, con l'arrivo del pacco in canada, la burrascosa storia dello zaino del soldato canadese acquistato da un collezionista aretino. Lorenzo Campus, questo il nome del ragazzo appassionato di storia, ha acquistato il cimelio da un amico. Ad un esame più approfondito, però, ha scoperto che quello zaino riportava alcune indicazioni che avrebbero permesso di risalire al proprietario: si trattava di un soldato canadese arrivato in Italia durante la seconda guerra mondiale.

Rintracciata la figlia del soldato canadese

Da lì ha preso il via una serie di "indagini" condotte tra biblioteche, pagine social di reduci canadesi, contatti accademici. Alla fine anche una televisione canadese ha preso a cuore la storia e dopo una intervista al giovane aretino è riuscita a rintracciare la figlia di quel soldato.

Ma chi era il proprietario dello zaino?

Si chiamava Paul-Étienne Saint-Laurent ed era nato 1919 a Matane, nel Quebec. La sua infanzia fu difficile: quando aveva 9 anni il padre morì e la madre si trovò sola a crescere 8 figli. Paul-Étienne finì in un orfanotrofio e a 13 anni iniziò a lavorare. Si arruolò nel 1941, unendosi al 57esimo reggimento antiaereo leggero della Royal Canadian Artillery come cannoniere, abbattendo aerei tedeschi. Nel 1944  fu trasferito al Royal 22nd Regiment. E proprio in quell'anno approdò in Italia. Era un soldato semplice - lo zaino infatti è quello che veniva assegnato alle truppe e non agli ufficiali - uno dei tanti arrivati nel centro Italia, alcuni di questi (ma forse non il "nostro" soldato, si fermarono a Civitella e Pergine). Sopravvisse alla guerra, poi tornò a casa, in Quebec e la sua vita andò avanti. Ebbe una figlia, Francine, che proprio nei giorni scorsi ha ricevuto il pacco. Ripresa delle telecamere della Cqc, televisione del Quebec, si è mostrata visibilmente commossa di poter abbracciare quel cimelio. 

La vicenda però non si chiude qui: la signora Francine ha infatti deciso di donare lo zaino al museo della città, dove i suoi concittadini potranno vederlo insieme a tanti altri cimeli della guerra. Affinché la memoria e il ricordo del padre, tornato alla luce dopo oltre 75 anni, non resti chiuso in un cassetto. 

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Le lunghe ricerche di Lorenzo per trovare il soldato proprietario dello zaino

Il cerchio si chiude - ha scritto Lorenzo sul proprio profilo Facebook -  Finalmente lo zaino, dopo 75 anni è ritornato nelle mani della famiglia del soldato. Con grande piacere ho appreso che verrà donato ed esposto al museo della cittadella del Quebec.

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