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Cronache di una pendolare ai tempi del #Corona #Vairus

Redazione

Quando succede qualcosa di grave c’è sempre una zona rossa. Me l'ha insegnato il G8 di Genova e pure il Ponte Morandi. Ci sono "zone rosse" quando piove forte e i torrenti esondano e il sottopassaggio di via Lebole a Pratacci diventa un fiume per l'ennesima volta. Ovviamente anche per il coronavirus esiste una zona rossa, ne esistono 2 per la precisione. E Arezzo ne sta fuori, per ora. Ore 6:50, ad Arezzo pioviggina, il sole non è ancora sorto. Al binario 4 sta per arrivare il treno regionale 3168, partito da Chiusi-Chianciano terme e diretto a Firenze Santa Maria Novella. È il treno dei pendolari, il treno di quei coraggiosi che ogni giorno sfidano l'alba e il mese di agosto da anni. Facce assonnate che si conoscono di vista ma che amabilmente si ignorano. Tranne i più chiacchieroni. Di quelli che poi, dopo otto ore in ufficio, tornano indietro e ne fanno altre due di viaggio, perché casa loro è lontana e bisogna pur lavorare. Sulla banchina c’è poca gente, gli studenti sono scomparsi. Sguardi assonnati, cuffiette e mascherine coperte da sciarpe, per non essere troppo espliciti. Ho scoperto che ai tempi del #coronavirus i treni regionali sono puntuali. Sono le 7:08, il capotreno fischia: si può partire. Il treno è un TRENO FANTASMA. Firenze dopotutto non è in zona rossa. E la cronaca diventa immediatamente la cronaca di un viaggio surreale su uno dei treni più frequentati. Oggi come da lunedì il treno è quasi vuoto. Il convoglio attraversa piano il Valdarno senza sosta. I posti a sedere sono clamorosamente liberi. E così “sembra di essere a Ferragosto”, sento ripetere da qualche compagno di viaggio. Alla base del fuggi-fuggi, probabilmente, anche i due contagi di ieri a Firenze e a Pescia. Firenze non è in zona rossa, ma l’effetto ottenuto è lo stesso. Una giovane donna seduta in un angolo vicino all'uscita, quasi a voler scappare, indossa un'imponente mascherina FFP2, di quelle usate negli ospedali, che mi ricorda un po’ i quadri sulla peste nera e mi fa amaramente sorridere. Timidamente la copre con la sciarpa quasi a voler restituire la normalità ad un convoglio in piena psicosi. Del resto se uno non si lava le mani la mascherina non serve a nulla Psicosi? Intanto qualcuno si lava le mani con l’Amuchina. “Ma lo facevo anche prima, eh…" lo dice al vicino, offrendo gentilmente una rarità ai tempi di oggi... Ogni dieci minuti da un altoparlante una voce metallica di donna ci ricorda le precauzioni da prendere al tempi del Corona Virus. Ho l'angoscia della psicosi, ho l'angoscia di essere contagiata da gente con psicosi. Perché se è giusto controllare e prendere preacauzioni non è giusto dare potere ai giornali, ai social, al panico di massa, al giornaletto che vuole accaparrarsi il primo caso italiano di coronavirus per raggiungere finalmente la notorietà. Manteniamo la calma, prendiamo le dovute precauzioni igienico-sanitarie, ordiniamo cibo cinese e continuiamo le nostre vite con la dovuta razionalità. Il CoVid19 ha già vinto perché ci ha tutti ai suoi piedi, e solo perché ci facciamo prendere dal panico. Poi quando questa pandemia sarà finita forse ci vergogneremo di aver svuotato compulsivamente uno scaffale, di aver sottratto credendoci furbi, l'ultima scatoletta di fagioli rossi o di aver guardato con sospetto un orientale. Io spero che ci vergogneremo. Un 'ultima cosa che non capisco: perché fare le scorte di carta igienica quando abbiamo tutti in casa un bidet? Abbiamo perso la lucidità..o forse abbiamo trovato una scusa per farlo in modo rassicurante. Buon Corona a tutti!!

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