Quando San Francesco cacciò i diavoli da Arezzo

L'episodio raccontato dalla "Leggenda maggiore" ricorda l'Arezzo del 1200, quando il duomo sorgeva sul colle del Pionta

Il 4 ottobre viene celebrato San Francesco d'Assisi, il patrono d'Italia insieme a Santa Caterina da Siena ma anche protettore e patrono dell'Umbria, animali, poeti, commerciati, ecologisti e non solo.

La storia del santo si intreccia anche quella del territorio aretino e in particolare con Cortona e la Verna. A Cortona il santo si fermò verso il 1211 e qui fondò il convento delle Celle che ancora oggi sorge a due passi dalle mura del centro storico e che ogni anno viene visitato da migliaia di turisti e pellegrini. Che dire poi della Verna. Qui San Francesco ricevette le stigmate dopo 40 giorni di digiuno sul monte che il conte Orlando di Chiusi in Casentino donò al frate. Un luogo dove San Francesco era solito ritirarsi in preghiera e meditazione. Ma il legame tra il territorio aretino e il santo di Assisi, oltre a Cortona e alla Verna, comprende anche Arezzo.

Nella "Leggenda maggiore", una biografia del santo scritta da Bonaventura da Bagnoregio, che ha ispirato i 28 affreschi e i "tituli" delle scene delle "Storie di San Francesco" di Giotto che si trovano all'interno della Basilica superiore di Assisi, si parla anche di Arezzo.

La cacciata dei diavoli da Arezzo

"Quando il beato Francesco  - si legge nella Leggenda maggiore - vide sopra la città di Arezzo i demoni esultanti e al suo compagno disse: “Va', e in nome di Dio scaccia i diavoli, così come dal Signore stesso ti è stato ordinato, gridando da fuori della porta”; e come quello obbedendo gridò, i demoni fuggirono e subito pace fu fatta».

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L'episodio rappresentato da Giotto è ricco di particolari con dettagli architettonici come balconi, finestre e non solo. E' rappresentata anche una cattedrale che non è, come il duomo di oggi, sulla sommità della città, all'interno del centro storico. La chiesa sulla sinistra è, quasi certamente, il Duomo vecchio che sorgeva sul colle del Pionta. San Francesco visse infatti tra il 1181 e il 1226.
All'epoca la cattedrale all'interno della cinta muraria non era ancora stata costruita visto che i lavori iniziarono circa 50 anni più tardi. Ecco allora che Giotto oltre a rappresentare uno dei miracoli di San Francesco ha anche rappresentato una spaccato della storia aretina con il vecchio duomo, distrutto nel 1561 per ordine del duca Cosimo. Ma soprattutto il tema delle discordie che regnavano tra le città e i comuni dell'Italia centrale tra le varie fazioni e anche Arezzo non era certo esente da tutto questo.

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