a volte è meglio una salvezza sofferta in serie C che uno scudetto in A…

Ieri la Juventus ha vinto lo scudetto per la settima volta consecutiva, ma un po’ perché lo aveva già in tasca dopo la discussa partita contro l’Inter a San Siro, un po’ perché è il settimo consecutivo, ho atteso invano, dopo la partita di Roma, che sotto casa passassero auto strombazzanti piene di tifosi juventini […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   14 maggio 2018 8:34  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Ieri la Juventus ha vinto lo scudetto per la settima volta consecutiva, ma un po’ perché lo aveva già in tasca dopo la discussa partita contro l’Inter a San Siro, un po’ perché è il settimo consecutivo, ho atteso invano, dopo la partita di Roma, che sotto casa passassero auto strombazzanti piene di tifosi juventini in festa. In realtà gli juventini vorrebbero da tempo la Champions League e per quella avrebbero volentieri rinunciato al settimo scudetto di fila e forse anche al sesto. Voglia di festeggiare poca  e piazza San Carlo (a Torino) semivuota…

L’Arezzo invece si è salvato sul campo in serie C vincendo a Carrara nell’ultima giornata della regular season. Ecco, in quel caso ho visto lacrime di gioia in più di un volto e assistito a strombazzamenti sotto casa e in centro, nonché a una festa indimenticabile in piazza Grande, una settimana dopo la salvezza. Entusiasmo vero.

Insomma, tutto è relativo. Il calcio può essere bello a ogni livello, e questo è uno degli aspetti che lo fa preferire ad altri sport, anche se spesso dai ponti di comando si fa di tutto per farlo amare di meno.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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