E se vincesse le elezioni chi avesse il coraggio di dire la verità?

Sarebbe la prima volta, ma mai disperare. Se qualche politico dei più in vista si svegliasse una di queste mattine e cominciasse a dire la verità chiamando gli italiani a un maggiore senso di responsabilità, che succederebbe? In questa campagna elettorale siamo talmente lontani dalle verità da rendere paradossalmente possibile un successo per chi improvvisamente […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   8 febbraio 2018 9:07  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




Sarebbe la prima volta, ma mai disperare. Se qualche politico dei più in vista si svegliasse una di queste mattine e cominciasse a dire la verità chiamando gli italiani a un maggiore senso di responsabilità, che succederebbe?

In questa campagna elettorale siamo talmente lontani dalle verità da rendere paradossalmente possibile un successo per chi improvvisamente decidesse di agire con serietà.

“Cari italiani, non abbiamo nessuna possibilità di offrirvi il reddito di cittadinanza e nemmeno bonus di qualsiasi genere. Non potremo innalzare le pensioni e nemmeno abbassare l’età pensionabile perché altrimenti ci metteremmo contro l’intera Comunità Europea e il nostro debito pubblico salirebbe ancor più velocemente di oggi.

Dobbiamo bloccare la spesa dello Stato per far sì che si blocchi questa ascesa incontrollabile che ci rende deboli, all’estero prima e internamente dopo.

E allora servono interventi che la spesa odierna la ottimizzino senza peggiorare i servizi. Bisogna lavorare seriamente sulla sanità eliminando gli sprechi e le disomogeneità dei costi, limitare l’autonomia di spesa delle regioni autonome, a cominciare da quel pozzo senza fondo che è la Sicilia. Bisogna investire l’investibile (poco, in realtà) nel recupero dell’evasione fiscale, ma sopratutto nel riportare lo Stato ad essere padrone del territorio al posto delle varie mafie, siciliane, calabresi, pugliesi, campane (ma ormai anche romane o milanesi) e persino aretine.

Possiamo ridurre le tasse soltanto agli imprenditori che decidano di assumere nuovi lavoratori a tempo indeterminato, sperando così di aumentare i posti di lavoro per i nostri giovani e per chi un lavoro l’ha perso.

Dobbiamo riportare la geografia e la storia nelle scuole insieme alle lingue straniere, perché stiamo diventando sempre più ignoranti, sia come cittadini che rappresentanti politici.

E mentre metteremo in atto queste e altre misure necessarie, ci potremo battere alla pari con gli altri per gli Stati Uniti d’Europa, la nostra vera salvezza (altro che uscirne…).”

Un paio di queste cose le ho sentite dire dalla Bonino (blocco della spesa e più Europa), che naturalmente prenderà quattro voti (tra i quali non ci sarà nemmeno il mio).

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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