Tra un mestolo e l’altro va in onda la solita edizione di una fiera senza senso

In questi giorni ad Arezzo si svolge la fiera del Mestolo o di Settembre. Si tratta del residuo di un vecchio mercato che vedeva protagonisti contadini e artigiani del contado e cittadini. Era occasione di scambio di attrezzature e manufatti vari utili agli uni e agli altri. Il mestolo ne era il simbolo, perché i […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   10 settembre 2018 2:41  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Come la vedo io




In questi giorni ad Arezzo si svolge la fiera del Mestolo o di Settembre. Si tratta del residuo di un vecchio mercato che vedeva protagonisti contadini e artigiani del contado e cittadini. Era occasione di scambio di attrezzature e manufatti vari utili agli uni e agli altri. Il mestolo ne era il simbolo, perché i banchi che lo vendevano erano numerosissimi. Era infatti facile realizzarne partendo da rami vari e scarti di legna da ardere. I più preziosi erano fatti con legno stagionato e non si spaccavano, né deformavano.

Oggi quella fiera non esiste più ed è inutile provare a farla rivivere (come pensa di fare il pur encomiabile assessore Comanducci) quando sono il tempo e il mercato ad averla annientata.

Al momento resta solo un mercato generico utile più che altro a chi si vuole strafogare con i soliti panini e porchetta o cibi vari.

C’è però una differenza rispetto a quello del sabato o altri, e cioè che si svolge in giorni feriali durante i quali viene meno il parcheggio dell’Eden e il traffico in via Margaritone, via Niccolò Aretino, via Assab, via Guadagnoli  e zone limitrofe.

Insomma ormai la fiera del mestolo fa solo danni, alla salute e a chi si sposta in auto per lavoro o necessità.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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