intervento di Tito Anisuzzaman sui bambini, anche quelli liberati in Thailandia

L’intervento che segue è stato pubblicato su Facebook da Tito Anisuzzaman, un imprenditore bengalese che vive ad Arezzo da oltre vent’anni e che è fondatore e deus ex machina dell’Associazione Bangladesh. Ho trovato le sue parole interessanti e le sottopongo ai lettori di Arezzo Notizie per una riflessione in merito alle questioni migratorie. Perché l’umanità non […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   10 luglio 2018 18:41  |  Pubblicato in Rubriche, Interventi d'autore, Punto G.




L’intervento che segue è stato pubblicato su Facebook da Tito Anisuzzaman, un imprenditore bengalese che vive ad Arezzo da oltre vent’anni e che è fondatore e deus ex machina dell’Associazione Bangladesh. Ho trovato le sue parole interessanti e le sottopongo ai lettori di Arezzo Notizie per una riflessione in merito alle questioni migratorie.

Perché l’umanità non è pronta sempre?
Da una settimana tutto il mondo si è mobilitato per salvare un gruppo di piccoli giocatori che, per un errore del loro allenatore, sono entrati in una grotta pericolosa. Per salvarli è anche morto un sub thailandese. Ho visto preghiere di persone di ogni religione, ho visto giornali di ogni lingua del mondo chiedere di salvare i piccoli, ho visto un miliardario americano mettere a disposizione la sua nave subacquea. E’ giusto cosi in un mondo normale: quando c’è un problema tutti devono fare qualcosa per risolverlo, un gesto di grande solidarietà. Perché l’umanità non è pronta sempre? se tutte le religioni dicono di aiutare chi ha difficoltà, perché la maggioranza del popolo sta zitto quando si tratta di bambini siriani, africani , bengalesi, palestinesi , irakeni , bambini rom, sono diversi ? perché le loro difficoltà , il loro disagio non fanno commuovere il popolo? Perché tutti mettono fili spinati per impedire la loro libera circolazione ? ogni bambino ha diritto di vivere bene , nessuno deve ostacolare , nessuno deve separare i bambini dai propri genitori perché clandestini. Voglio un mondo dove gli adulti smettano di essere razzisti, voglio un mondo dove gli adulti fermino ogni azione violenta che provoca sofferenza a dei bambini, basta sfruttamento, basta stupida politica. Ogni mattina, al mio risveglio, voglio una buona notizia su qualche bambino in qualunque parte del mondo sia.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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