Il sindaco Ghinelli, Forza Italia, i migranti e la Fraternita

Il Sindaco Ghinelli è colui che nomina il magistrato (il consiglio direttivo…) della Fraternita dei Laici, la più antica e nobile istituzione aretina che nei secoli si è sempre occupata del sostegno ai bisognosi della città. Se la Fraternita ha oggi una forma societaria che le permette di partecipare alle gare relative all’accoglienza e alla […]

Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
Invia per email  |  Stampa  |   11 agosto 2017 3:11  |  Pubblicato in Rubriche, Spigolando, Accade oggi




Il Sindaco Ghinelli è colui che nomina il magistrato (il consiglio direttivo…) della Fraternita dei Laici, la più antica e nobile istituzione aretina che nei secoli si è sempre occupata del sostegno ai bisognosi della città.

Se la Fraternita ha oggi una forma societaria che le permette di partecipare alle gare relative all’accoglienza e alla gestione di richiedenti asilo, non vediamo perché non debba farlo seguendo leggi, regolamenti e indicazioni da parte dello Stato e del Governo.

Tanto più che ben difficilmente questo può essere accaduto senza che Ghinelli lo sapesse (e se è veramente non lo sapeva, allora si rivedano i rapporti tra Fraternita e Comune).

Quando la cosa è diventata di dominio pubblico (non prima) Forza Italia, partito della maggioranza, ha provveduto a esprimersi in maniera ostile alla Fraternita, chiedendo tra l’altro che ogni euro guadagnato per il servizio prestato venisse investito in sicurezza e per la città.

Ma Forza Italia, come il sindaco, non poteva non sapere già da prima… eppure Ghinelli si è affrettato a dire che non vuole più immigrati in città.

I soldi della Fraternita derivanti da qualsiasi fonte, compresa quella dei servizi alla persona, vanno sempre e tutti in beneficio di Arezzo e degli aretini. E la gestione dei soggiorni provvisori dei richiedenti asilo non è gestita dal comune, ma dalla Prefettura, la quale rappresenta il Governo nazionale in loco e ben difficilmente rinuncerà ad assegnare ad Arezzo e alle associazioni che hanno le caratteristiche per poterlo fare, la gestione provvisoria e l’accoglienza di un numero ritenuto adeguato di richiedenti asilo.

E allora di che si parla? Di bassa politica, probabilmente. Di ricerca di facile consenso legato a parole che poi non avranno alcun riscontro nei fatti. E’ un vecchio vizio, che non nasce certo oggi, ma ogni tanto può essere utile porvi attenzione.

 Gianni Brunacci 
Gianni Brunaccinato nel 1959 ad Arezzo, è scrittore, giornalista e fotografo. Dal 2006 collabora con varie testate televisive e giornalistiche, sia cartacee che online. Attualmente scrive e fotografa per Arezzo Notizie, l'Altrapagina e Top Life Magazine.
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